Trasparency, Africa sub-sahariana la regione più corrotta

Il 53% della popolazione mondiale ritiene che negli ultimi due anni la piaga della corruzione si sia aggravata. La notizia arriva dal Barometro della corruzione globale (Gcp) pubblicato da Transparency International e realizzato sulla base di un’indagine demoscopica condotta su un campione di 114mila persone in 107 paesi diversi.

Il Barometro, arrivato alla sua ottava edizione, rileva la visione che i cittadini maturano riguardo al fenomeno della corruzione e si differenzia per questo dal più conosciuto Indice della percezione della corruzione (Cpi), che invece si basa sulla percezione dei fenomeni corruttivi nelle pubbliche amministrazioni da parte di esperti e operatori privati.

Stando ai risultati, anche quest’anno l’Africa sub-sahariana si conferma la regione più corrotta, dove la maggior parte della popolazione è costretta a pagare una tangente per risolvere problemi burocratici e amministrativi.

Nella classifica dei singoli paesi, la Sierra Leone detiene l’infelice primato di paese più corrotto del mondo, seguita da Liberia, Yemen, Kenia, Libia, Zimbabwe, Mozambico, Camerun, Uganda, Senegal, Cambogia, Tanzania, India e Ghana.

Nell’indagine condotta dalla ong berlinese spicca sopratutto il calo di fiducia nella classe politica: in 51 paesi i partiti sono considerati l’istituzione più corrotta e il 55% degli intervistati ritiene che i governi agiscano in base a interessi particolari e non generali.

Analizzando il grado di corruzione politica che i cittadini percepiscono nel proprio paese, rileviamo che in solo 13 dei 107 paesi presi in esame è rimasto immutato, mentre in altri 14, tra cui il Sudan, Taiwan, Cambogia, Fiji e Belgio è invece diminuito.

I partiti politici, in quasi tutti i casi, sono quelli che traggono maggior profitto da questo fenomeno. Su una scala da uno a cinque, dove cinque significa “molto corrotto”, la media complessiva è di 3,8, ma ci sono paesi come El Salvador, Giamaica, Messico, Grecia, Italia, Nepal e Nigeria, che ottengono un risultato particolarmente negativo, sopra il 4,5.

Inoltre, in 54 paesi si ritiene che i partiti politici governino in funzione dei loro interessi particolari. Sono invece valutate in maniera nettamente migliore le organizzazioni non governative e gli organismi religiosi.

Senza contare che cinque anni fa, oltre il 31% degli intervistati riteneva che l’azione dei propri governi fosse efficace, dato che oggi è sceso al 22%.

La corruzione nel settore pubblico può avvenire in molti modi. Uno è quello di utilizzare le amicizie e contatti personali per sollecitare le questioni nelle pubbliche amministrazioni. Questa consuetudine viene respinta in paesi come la Danimarca e la Germania, dove il 97% e il 92% la rifiutano, dichiarandosi abituati a seguire le procedure regolari.

Il 64% di tutti gli intervistati, tuttavia, considera molto importante avere amici in questi ambiti. Tra di essi ci sono gli spagnoli con il 73% mentre ucraini, italiani, libanesi, marocchini e paraguaiani arrivano ad una percentuale superiore all’80%.

Uno dei dati più significativi indica che il 88% degli intervistati ritiene che la lotta della classe politica contro la corruzione sia inefficace. Dei 16 paesi inclusi nello studio che compongono il G20, solo la Turchia considera che i suoi leader siano sulla buona strada.

Inoltre, il pessimismo sembra essersi diffuso a livello globale, se consideriamo che due anni fa, il 72% delle persone dichiarava che era possibile contrastare la corruzione anche con i singoli comportamenti, mentre nel 2013 questa percentuale è scesa al 67%. I più pessimisti sono Armenia, Estonia, Kirghizistan, Lituania, Serbia, Ucraina e Tunisia.

Il 60% degli intervistati si è dichiarato pronto a denunciare un episodio di corruzione nel caso che ne venisse a conoscenza. Il restante 40% opta invece per il silenzio e si giustifica spiegando che non saprebbe a chi rivolgersi, che teme ritorsioni e che sarebbe del tutto inutile.

Per quel che riguarda l’Italia, dove l’opinione è che la corruzione nel paese sia aumentata negli ultimi due anni, il 5% degli intervistati ha ammesso di aver pagato qualche tangente e il 70% ritiene che l’azione del governo sia controllata da alcuni poteri forti. Mentre l’istituzione più corrotta sono i partiti politici, seguiti dai parlamentari.

Articoli correlati

Corruzione: Italia peggio del Ruanda e della Namibia

Categorie: Corruzione | Tag: , , , , | 1 commento

Navigazione articolo

Un pensiero su “Trasparency, Africa sub-sahariana la regione più corrotta

  1. luisiana cochi

    siamo messi bene…..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Omnes...oltre i confini onlus

Associazione senza fini di lucro, apartitica e laica, promuove e svolge attività di cooperazione e di educazione allo sviluppo in favore delle popolazioni in condizioni di disagio o vittime di guerra.

Free Animals, Loved & Respected

There are no words to justify the extermination Animal

Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

AfricanVoices

Just another WordPress.com site

SguardiPersiani

L'Iran visto da fuori e da dentro......Il blog di Antonella Vicini

Farfalle e trincee

Sulla Via della seta, tra crisi energetiche e crisi esistenziali

Africa is a Country

a site of media criticism, analysis and new writing

Café Africa

Conversations on a continent to be known

Il Ragazzo Geopolitico

Un sito di GloPolitica

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: