RAI: non mandare in onda “The Mission”

The Mission è il significativo titolo del reality “umanitario” prodotto dalla RAI in collaborazione con l’Alto Commissariatio delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Acnur) e l’organizzazione non governativa italiana Intersos per raccontare la sofferenza dei rifugiati nei campi profughi in Sud Sudan, nella Repubblica democratica del Congo e in Mali. Il programma, che i vertici della Rai hanno grossolanamente definito social show, prevede la partecipazione di otto vip.

Tra questi figurano Emanuele Filiberto, Paola Barale, Michele Cucuzza, Barbara De Rossi ed Al Bano.La prima puntata di The Mission dovrebbe essere trasmessa in prima serata sabato 27 novembre e la seconda sabato 4 dicembre.

Andrea Casale, 25 anni, studente universitario, referente del dipartimento Immigrazione di Parma e provincia dell’Italia dei valori, dopo aver appreso la notizia della produzione di “The Mission” ha lanciato una petizione online che ha già raccolto oltre 98mila adesioni.

Questo il testo in cui sono contenute le motivazioni che lo hanno indotto a dare seguito all’iniziativa :

Mi chiamo Andrea Casale, ho 25 anni e sono uno studente della Facoltà di  Farmacia dell’Università di Parma. Ho lanciato questa petizione perché appena ho sentito la notizia della produzione di The Mission, ho provato senso di indignazione verso la spettacolarizzazione di tragedie umane come quelle dei rifugiati e perché mi occupo di diritti civili e immigrazione nella provincia di Parma.

Credo sia vergognoso ideare un’operazione che proprio sotto Natale, il periodo in cui vengono lanciate le grandi campagne di raccolta fondi delle organizzazioni non governative, venga messo in scena uno spettacolo grottesco e umiliante come quello di vedere raccontata la sofferenza umana dei rifugiati da personaggi estremamente discutibili e che probabilmente mai l’avrebbero fatto se non avessero visto un’immediata convenienza in termini di immagine e commerciale.

Fareste raccontare la sofferenza dei vostri figli da Emanuele Filiberto e Paola Barale? Accettereste di vedere vostra madre, sopravvissuta a violenze inaudite, scimmiottata come comparsa di un reality show?

Mai mi sarei aspettato che la RAI, con tutto il patrimonio di giornalisti ed esperienza sul campo, e alcune tra le più importanti organizzazioni umanitarie avessero il coraggio di proporre un reality show, con personaggi di dubbio gusto, come unico modo per  raccontare la tragedia dei rifugiati in prima serata. Ripensateci, annullate questa operazione oscena!

E poi alcune domande che vorrei rivolgere sia alla RAI sia alle organizzazioni partner di questo progetto:

– I vari vip parteciperanno senza prendere un gettone di partecipazione da parte della RAI?

– Quanto spenderà la RAI per questo reality, sul campo  e in studio, e quanto prevede di incassare con la vendita degli spazi pubblicitari durante le due puntate? A chi andranno quei soldi?

– I vip partecipanti hanno chiuso accordi o prevedono di farlo per vendere servizi sulla loro esperienza umanitaria a qualche settimanale o altra trasmissione televisiva? Se sì quanto incasseranno?

Fermiamo questo scempio, chiediamo alla RAI, all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e a Intersos di annullare questa operazione lesiva della dignità umana e di non mandare in onda il programma.

Qui sotto trovate il link cui collegarsi per bloccare la messa in onda di The Mission

Firma la petizione

Per dovere di cronaca, è giusto precisare che erano giunte indiscrezioni riguardo la sospensione del reality, ma da viale Mazzini non è mai arrivata alcuna conferma ufficiale se non una tiepida rassicurazione che “sarà salvaguardata la dignità dei profughi filmati” e, contestualmente, si parla di contratti di migliaia di euro per i vip che prenderanno parte alla trasmione.

Per avere maggiori dettagli sulla questione è possibile leggere un articolo pubblicato sul blog African Voices dal titolo: Mission: Rivela cosa nascondi!

Categorie: Crisi umanitarie, Diritti umani | Tag: , , , , , , , , | Lascia un commento

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