L’intelligence keniana aveva avvertito dell’attacco a Nairobi

f9bb54155ce9161534d8e3c10c6429bb0f64ede4Pochi giorni prima dell’assalto contro il centro commerciale Westgate a Nairobi, il governo keniano era stato avvertito dal Nis, il servizio di intelligence nazionale, dell’elevato rischio di un attacco ad opera di terroristi nella capitale.

L’informativa, stilata anche sulla base di una segnalazione dei servizi segreti israeliani, è stata resa pubblica sabato scorso dal Daily Nation e da The Standard, i due quotidiani a maggiore tiratura nel paese africano. Entrambi i giornali hanno pubblicato i rapporti inviati solo una settimana prima dell’azione del gruppo fondamentalista al Shabab al lussuoso mall di Nairobi, in cui sono rimaste uccise almeno 72 persone.

I documenti classificati top secret erano stati visionati dal ministro degli Interni Joseph Ole Lenku, dal ministro della Difesa Raychelle Omamo, dal ministro degli Affari esteri Amina Mohamed, dal ministro del Tesoro Julius Rotich e dal capo delle Forze armate, il generale Giulio Karang.

Nella loro relazione i servizi di intelligence keniana avevano avvertito sulla sospetta attività di un gruppo terroristico nel paese, soprattutto a partire dall’inizio del mese di settembre. In uno dei report è anche indicato il Westgate come obiettivo principale, oltre ad essere citati i nomi di tre terroristi che in quei giorni erano stati segnalati in città, specificando che erano armati e pericolosi.

In uno dei documenti citati da The Standard è testualmente riportato: “I seguenti sospetti appartenenti al gruppo di Al Shabab sono a Nairobi e stanno progettando di lanciare un attacco suicida in una data compresa fra il 13 e il 21 settembre. Hanno come obiettivi il centro commerciale Westgate e la Basilica della Sacra Famiglia. Si ritiene probabile che siano in possesso di due bomberpilot jacket (giubbotti suicidi), dodici bombe a mano e due mitragliatori AK-47”.

Il rapporto pubblicato dal Daily Nation indica inoltre che Ahmed Ali Iman, il presunto leader di al Shabab in Kenya, era l’uomo che avrebbe dovuto dirigere l’attacco. Infine, evidenzia che l’intelligence keniana ha riferito la preoccupazione del governo israeliano per possibili attacchi contro obiettivi ebraici in vari paesi, tra cui il Kenya.

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