Madagascar: la folla lincia tre uomini a Nosy Be, uno è italiano

immagine reperita dalla reteQuesta mattina, una folla inferocita ha linciato due europei e un uomo del posto sospettati di aver mutilato e ucciso un fanciullo a Nosy Be, la località turistica più importante del Madagascar.

Secondo quanto reso noto da Guy Bobin Randriamaro, vicecomandante della locale gendarmeria, gli abitanti dell’isola sarebbero andati su tutte le furie dopo che un ragazzino di otto anni è stato trovato morto con i genitali mozzati e la lingua tagliata.

Si sospetta che i tre uomini siano trafficanti di organi umani coinvolti nel barbaro assassinio del giovane. Per questo sono stati uccisi e poi (forse) arsi vivi sulla spiaggia di Ambatoloaka, una suggestiva lingua di sabbia bianca molto nota tra i turisti.

L’aggressione è avvenuta dopo giorni di tensione in cui era stato anche assaltato il commissariato che aveva la responsabilità delle indagini. Nei tumulti c’erano stati un morto e due feriti. Alcuni media locali hanno riferito che un gruppo di residenti era riuscito ad entrare nell’abitazione dei due europei e aveva trovato organi umani in un frigorifero.

Il Consolato di Parigi ad Antananarivo ha confermato che uno dei due stranieri, Sebastien Judalet, era di nazionalità francese ed ha sconsigliato i connazionali a effettuare viaggi in loco, almeno fino a quando l’ordine non verrà ristabilito. Agli oltre settecento cittadini francesi che risiedono sull’isola è stato invece suggerito di restare nelle proprie abitazioni.

L’altro uomo ucciso è un malgascio di Nosy Be. Secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti, sarebbe lo zio del bambino ucciso ed è stato giustiziato dalla folla per aver rapito e consegnato il nipote nelle mani dei due europei.

Subito dopo il linciaggio dei tre uomini, il proprietario di un ristorante italiano, che ha chiesto di mantenere l’anonimato,  ha spiegato che negli ultimi tempi più di un bambino era scomparso e i residenti avevano diffuso ovunque dettagli sulle loro identità.

Il ristoratore aveva poi ventilato la possibilità che uno dei due europei uccisi potesse essere italiano, spiegando che viveva da tempo sull’isola e parlava un misto di francese e dialetto siciliano.

I suoi sospetti hanno trovato immediata conferma dopo che la polizia locale ha recuperato un passaporto italiano accanto ai resti dei corpi carbonizzati.

Secondo i quotidiani malgasci Express e Madagascar Tribune, l’uomo si chiamava Roberto Gianfalla, cinquanta anni, originario di Palermo, con doppia cittadinanza italiana e francese. Diplomato in Francia in una scuola alberghiera, Gianfalla aveva girato il mondo e lavorato anche in America.

Riguardo l’effettiva identità dell’uomo, la Farnesina si è “allineata” a quanto dichiarato dalle autorità locali, ma per una conferma effettiva e per l’identificazione del cadavere sarà necessario più tempo, poiché il corpo è completamente carbonizzato. Il caso è comunque seguito da un corrispondente consolare.

Restano però seri dubbi sulla macabra vicenda sia riguardo l’uccisione del bambino sia riguardo il linciaggio, al quale avrebbero preso parte più di quattromila persone.

Nell’attesa di fare piena luce sulla drammatica vicenda, il governo di transizione attualmente al potere in Madagascar ha presentato le condoglianze alle famiglie delle vittime e ha condannato “l’uso della violenza e l’atto di barbarie” in un comunicato.

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Il blog La penna della coscienza lo scorso 13 novembre ha pubblicato un articolo dal titolo “Tutta la verità sul massacro di Nosy Be”, che riporta gli sviluppi di un’inchiesta condotta dal quotidiano francese Le Monde per fare piena luce sulla tragica vicenda

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