Solarkiosk, elettricità ovunque a impatto zero

Proviamo a immaginare, quanto sia difficile vivere senza lampadine e ventilatori nelle nostre case e far illuminare la nostra vita da lampade a olio di paraffina e kerosene oppure da candele. Un immane disagio, con cui una moltitudine di persone è costretta a convivere perché non ha la possibilità di procurarsi una fonte di energia a basso costo.

La moltitudine di cui stiamo parlando è quantificata dall’ultimo World Energy Outlook pubblicato dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea). Il rapporto dell’organizzazione di Parigi stima che circa un miliardo 300mila persone al mondo vive in aree con accesso limitato all’energia elettrica (le cosiddette zone off-grid).

Si tratta del 20% della popolazione totale, la stessa che vive sotto la soglia di povertà con meno di due dollari al giorno. In queste condizioni diventa complicato anche comunicare attraverso il telefono cellulare, che in Africa è ormai diventato un oggetto di uso comune, tanto da identificare il continente come la nuova frontiera della telefonia mobile.

Difatti, in alcune zone della vasta regione sub-sahariana, soprattutto in quelle più remote e rurali, ricaricare la batteria del proprio cellulare comporta ancora molte difficoltà come quella di doversi spostare a piedi per decine di chilometri.

Per trovare una soluzione valida a questo e ai molti altri problemi determinati dall’assenza di infrastrutture elettriche, lo studio tedesco Graft Architekten ha ideato Solarkiosk, un chiosco mobile alimentato dall’energia solare prodotta per mezzo di pannelli fotovoltaici collocati sul tetto della struttura.

Attraverso questi pannelli, Solarkiosk è in grado di fornire elettricità sufficiente a ricaricare telefoni cellulari e batterie per auto, nonché ad alimentare lampade, frigoriferi e tutti gli accessori a corrente utilizzati nei bar. Senza contare, che l’hub energetico molto probabilmente ospiterà l’unico frigorifero della comunità che potrà essere adoperato anche per conservare forniture di emergenza e medicinali.

Grazie alla luce solare, Solarkiosk può rimanere illuminato anche durante le ore notturne e fornire energia agli abitanti dei villaggi interessati, esercitando in questo modo anche un’importante funzione sociale e aggregativa.

Solarkiosk è stato progettato per essere assemblato direttamente sul posto e trasportato anche in aree remote. Grazie alla sua leggerezza, il kit di montaggio può essere spostato anche a dorso di un mulo ed è provvisto di una serie di componenti modulabili che consentono di realizzare chioschi adatti a tutte le esigenze. Componenti che hanno anche il vantaggio di poter essere integrati con materiali naturali facilmente reperibili nelle zone off-grid, come legno, bambù, pietra, paglia e fango. Il primo Solarkiosk è stato installato, nel luglio 2012, a Lake Langano, in Etiopia.

Ad oggi, nello Stato del Corno d’Africa, sono in funzione altri sei chioschi a energia solare, mentre cinque sono stati installati in Kenia. Importante notare, che in entrambi i paesi, l’azienda tedesca ha aperto una sussidiaria che ha creato opportunità di lavoro stabile a diverse persone, dopo averle formate sul funzionamento degli impianti a energia solare e sulla gestione di un business sostenibile

Adesso la Graft è alla ricerca di partnership con Ong desiderose di sviluppare ed implementare il suo progetto. Con questa serie di premesse, non stupisce che Solarkiosk sia stato uno dei sessanta vincitori dell’ambìto International Architecture Awards 2013, oltre ad essersi aggiudicato, lo scorso novembre, il Bundespreis Ecodesign 2013, un premio istituito dal ministero dell’Ambiente tedesco per valorizzare il design sostenibile.

Scritto per Stella Nova

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Categorie: Energie rinnovabili, Nuove tecnologie | Tag: | Lascia un commento

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