Obbligazioni africane: World Bank propone lo Zambia

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Mentre prosegue inesorabile l’accelerazione del calo dei rendimenti sui mercati obbligazionari, la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (Birs), nota più comunemente come Banca Mondiale (World Bank), ha emesso un titolo in kwacha zambiani con una cedola annua del 10,75% lordo.

Una rendita più che generosa su una lunghezza temporale di diciotto mesi, che l’istituzione di Washington ha deciso di offrire ai potenziali compratori per supportare l’economia dello Zambia.

Il kwacha, che nella locale lingua bemba significa “alba”, è la valuta ufficiale zambiana dal 1968, anno in cui sostituì la sterlina dei colonizzatori britannici con un cambio di 2 kwacha = 1 sterlina.

Le classifiche di xe.com, il sito di cambio valuta più utilizzato nel mondo, mostrano che il tasso di cambio più popolare per la kwacha zambiana (ZMK) è quello con il dollaro americano.

Per gli audaci investitori che volessero acquistare queste obbligazioni, è importante sapere che pochi giorni fa il governo di Lusaka ha revocato con effetto immediato le due leggi, introdotte nel luglio 2012, che vietavano l’uso di dollari, euro e altre valute all’interno del paese dell’Africa centro-meridionale.

Il provvedimento ha prodotto il maggiore apprezzamento del kwacha nei confronti del dollaro negli ultimi quindici mesi. Il governo ha anche abolito una restrizione che imponeva alle aziende di comunicare alla Banca Centrale dello Zambia le operazioni con l’estero.

Inoltre, lo scorso 28 marzo, la Banca Centrale ha aumentato il tasso di interesse di 175 punti base, dal 10, 25% al 12%. La decisione è arrivata dopo il pesante sell-off di cui era stato oggetto una settimana prima il kwacha nei confronti della divisa statunitense, scendendo a 6,45 per dollaro, il livello più basso mai registrato.

Per contenere la pericolosa eventualità di deprezzamento del valore nominale dei titoli causato da ulteriori rialzi dei tassi, la Banca Mondiale ha deciso di dare all’emissione una scadenza di soli diciotto mesi, che determina una duration di 1,34, con un rendimento del 10,8% lordo, fissato dal prezzo di emissione, pari al 99,837% del valore.

A questo punto, il nuovo bond in kwacha zambiano a brevissima scadenza, con una cedola lorda del 10,75%, sembrerebbe avere requisiti sufficienti per entrare nel portafoglio titoli degli investitori alla ricerca di un cospicuo rendimento, in tempi di vacche magre generalizzate.

Prima di acquistare le obbligazioni della Birs in valuta zambiana, occorre però fare molta attenzione all’elevato fattore di rischio incentrato sul cambio. Il kwacha, infatti, è una moneta molto debole che nei soli ultimi dodici mesi ha perso circa il 21% del suo valore nei confronti della divisa europea. Nell’ultima quotazione viene scambiato a 8,43 per 1 euro.

C’è anche da considerare il rischio di liquidità, legato al fatto che potrebbe non essere possibile negoziare questi titoli sul mercato nel momento in cui l’investitore desiderasse farlo, oltre a mettere in preventivo la possibilità di non riuscire a rivenderli a un buon prezzo.

Premesso ciò, per avere più dettagli su questa obbligazione corrispondente al codice Isin XS1055180217, è necessario sapere che sono state collocate per 75 milioni di ZMK e che il guadagno netto non sarà gravato dall’aumento della tassazione dal 20% al 26%, che il governo Renzi sta per introdurre sulle rendite finanziarie. Infatti, le cedole dei titoli emessi da organismi internazionali sono sottoposte a un’imposizione fiscale del 12,5%, la stessa dei Bot e Btp.

Il lotto minimo di negoziazione è di 10mila kwacha (circa 1.200 euro) e la cedola verrà staccata su base semestrale, il 9 aprile e il 9 ottobre fino al 2015 quando il titolo di debito andrà a rimborso.

L’obbligazione, però, è poco scambiata e viene trattata sulla borsa di Berlino, oltre a essere negoziata sui mercati OTC (Over the Counter), dove è possibile effettuare la compravendita anche di strumenti finanziari che non figurano nei listini di borsa. Tuttavia, per chi riuscisse ad acquistarla, sarebbe una bella scommessa, considerato che la Banca Mondiale è considerata dalle agenzie internazionali di rating esente da rischi di mancato pagamento delle cedole e del rimborso del capitale.

L’incognita maggiore rimane quindi sulla valuta locale che ha iniziato a indebolirsi, dopo che la Fed ha dato il via libera alla riduzione degli stimoli monetari. Secondo gli esperti dei mercati valutari, nei prossimi mesi il kwacha potrebbe continuare a cedere terreno nei confronti del dollaro e dell’euro, ma il peggio potrebbe essere alle spalle.

Nondimeno, il calo registrato dal kwacha non è superiore a quello di altre monete dei mercati emergenti. Per fare un esempio concreto, negli ultimi dodici mesi, il rand sudafricano nei confronti dell’euro ha perso il 25%, dunque il 4% in più della svalutazione subita dalla divisa zambiana nei confronti della moneta unica europea.

Altro dato importante da conoscere prima di operare questo tipo di investimento, è quello dell’inflazione media in Zambia che le stime relative a marzo elaborate dal sito tradingeconomics danno al 7,7%, il dato più alto registrato negli ultimi ventiquattro mesi, ma notevolmente inferiore al 16,4% del 2009.

Di conseguenza, pur ipotizzando un deprezzamento della valuta zambiana superiore al 7% annuo, più o meno in linea con l’inflazione attuale e tenuta ferma la forza dell’euro sui mercati internazionali, un investitore avrebbe comunque da guadagnarci, tenuto conto che il rendimento netto di questa nuova emissione della Birs supera in questo momento il 9,4%.

Il rating attuale assegnato da Standard & Poor’s al debito zambiano è B+ e il suo stock rappresenta il 35% del Pil annuo. Malgrado ciò, l’outlook è stato rivisto da stabile a negativo poco meno di sei mesi fa per via del calo delle esportazioni di rame (lo Zambia è il primo produttore africano), causato dalla diminuzione della domanda internazionale del metallo rossastro.

Oltre all’industria del rame, che costituisce il perno dell’economia di questo paese dell’Africa centro-meridionale, uno dei settori potenzialmente in maggiore espansione è rappresentato dal turismo, anche se ancora contribuisce a meno del 3% del Pil nazionale.

Forte del fatto che in Zambia si trovano diciannove parchi nazionali e ventitré cascate, tra cui le celeberrime Victoria Falls, lo Zambian Tourism Board intende quadruplicare il numero di turisti entro il 2017, così da creare fino a un milione di posti di lavoro nel settore. A tale fine, sono previsti investimenti nel settore della ricettività alberghiera e dei trasporti interni. Peraltro, il comparto sta beneficiando della crisi nel vicino Zimbabwe, che ha fatto aumentare i visitatori sul versante zambiano delle Cascate Vittoria.

Nel 2009 lo Zambia ha ricevuto aiuti da organizzazioni internazionali e da numerosi paesi europei e Stati Uniti per un totale di oltre un miliardo di dollari. Dal 2009 a oggi, però, il paese africano ha registrato un aumento del Pil dal 6,4 al 7,3 per cento l’anno, che lo posiziona fra le prime dieci economie mondiali per tasso di crescita.

Riassumendo, anche se il titolo paga una cedola semestrale molto elevata, lo Zambia sembra avere buone prospettive di crescita e la solvibilità della Birs annulla uno dei pericoli maggiori che si corrono investendo in bond, il rischio di investire in una valuta esotica particolarmente instabile rimane notevole.

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Categorie: Economia, Finanza | Tag: , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

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