Malawi, il sogno di un paese senza l’incubo dell’Aids

«La giornata dedicata alla lotta contro l’Aids in Malawi è molto sentita e partecipata». Così, scrive all’Agenzia Fides P. Piergiorgio Gamba, missionario monfortano che da decenni opera nel piccolo paese dell’Africa orientale, in una nota sull’evento che si è tenuto in tutto il mondo lo scorso primo dicembre. «L’obiettivo principale di tante discussioni e pianificazioni rimane Getting to Zero, a indicare la direzione che si vuole seguire: non più infezioni, non più morti a causa dell’Aids, non più discriminazioni».

«Dal 1985, quando in Malawi era stato registrato il primo caso di Aids sono cambiate diverse situazioni e certamente sono migliorati i servizi di assistenza. Questa lotta purtroppo non solo non è terminata, ma è ancora in corso», continua p. Gamba.

La Commissione cattolica della Salute, a nome dei Vescovi del Malawi, ha fatto il punto della situazione sulla diffusione dell’Aids in occasione del cammino dell’Avvento: il 10.3% della popolazione del Malawi è sieropositivo (nel passato era il 16%); ci sono 1.100.000 sieropositivi tra cui 170.000 bambini; nel 2013 sono morte 48.000 persone a causa dell’Aids (170 morti al giorno); sono 790.000 gli orfani causati dalla malattia.

«Se consola la diminuzione della sieropositività tra i bambini (grazie alla grande campagna preventiva); se il numero dei morti è in diminuzione; se l’83% dei sieropositivi riceve le medicine antiretrovirali (rispetto al 63% del passato), l’80% della trasmissione del virus avviene all’interno della famiglia con una relazione stabile. Tra i giovani la diffusione della sieropositività è in crescita e più della metà dei sieropositivi sono donne dai 15 anni in su», commenta il missionario.

«Sono le famiglie che con la loro fedeltà vinceranno l’Aids o ne aumenteranno la diffusione. Il Sinodo per la Famiglia trova qui una grandissima necessità di impegno” rimarca p. Gamba che conclude: “un Malawi senza Aids sarebbe diverso: senza orfani, senza ospedali intasati al punto di non riuscire a curare gli ammalati, ma soprattutto con una generazione di cittadini capaci di contribuire al benessere del paese».

Fonte: Agenzia Fides

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