L’evoluzione delle relazioni tra Cina e Africa

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi è in Africa per una visita di tre giorni in Sierra Leone, Liberia e Guinea, i paesi più duramente colpiti dalla recente epidemia di ebola. Nei mesi immediatamente successivi allo scoppio dell’emergenza, la Cina era stata oggetto di critiche per non aver fatto abbastanza per arginare il contagio.Le polemiche sono poi rientrate nel maggio 2014, dopo l’invio di esperti, denaro e spedizioni umanitarie in Africa occidentale, con cui Pechino ha dimostrato di essere uno dei governi più attivi nel dare sostegno per contenere la diffusione del virus.

Del resto, l’ex Impero di Mezzo è il più grande partner commerciale dell’Africa e sono più di duecento le aziende cinesi che operano nei tre paesi maggiormente colpiti dall’ebola.

Un dato che conferma la straordinaria crescita registrata negli ultimi anni tra i due blocchi economici, con un aumento del 30% annuo nell’interscambio, che nel 2014 ha raggiunto la cifra record di 222 miliardi di dollari

Per questo, il tour diplomatico di Wang Yi assume una valenza particolare, mirata al mantenimento del consenso guadagnato grazie ai massicci investimenti operati in tutto il continente e diffuso tra le élite politiche, oltre che in alcuni strati della società africana.

La politica di Pechino in Africa è strutturata nella pianificazione di varie forme di sostegno economico, che si dilatano dalla fornitura di aiuti materiali e tecnici fino alla concessione di borse di studio per offrire la possibilità di perfezionare la loro preparazione in Cina a migliaia di studenti africani.

Poi, ci sono gli aiuti economici sostanziosi, che consistono nella riduzione del debito di 35 paesi africani, per un totale di 19 miliardi di renminbi (equivalenti a più di 2 miliardi e 800 milioni di euro); mentre negli ultimi tre anni, la Cina ha concesso prestiti per complessivi 30 miliardi di dollari, a sostegno di progetti di sviluppo in diversi settori. Tutte iniziative lodevoli e in linea con la propaganda solidaristica portata avanti dalla Repubblica popolare nel continente.

Propaganda che appare però in aperto contrasto con la realtà della penetrazione cinese in Africa, portata avanti all’insegna delle opportunità commerciali e del profitto prodotto dallo sfruttamento delle materie prime, senza dimenticare il riversamento dei prodotti made in China all’interno del mercato africano.

Per questo, il gigante asiatico è anche molto attivo nella costruzione di infrastrutture, le quali, una volta realizzate, consentiranno di sfruttare le risorse africane.

C’è però da tenere in considerazione, che i più importanti progetti infrastrutturali sono in genere eseguiti da aziende e manodopera cinesi e prevedono contratti ad hoc per l’utilizzo di risorse minerarie ed energetiche. Senza contare, che i finanziamenti per la loro realizzazione sono spesso rimborsati tramite la fornitura di greggio.

Inoltre, è importante notare che nella sua privilegiata partnership con l’Africa, la Cina adotta una politica estera lassista, astenendosi dall’intervenire in caso di violazione di diritti civili o quando le condizioni di trasparenza del sistema siano precarie. Una condotta chiaramente determinata dal timore d’interferenze esterne nel proprio sistema.

Tuttavia, non è confutabile che gli investimenti cinesi abbiano determinato un aumento della capacità produttiva e di stoccaggio nei paesi africani.

Gli esperti, però, si dividono sulla valutazione degli effetti di tali investimenti per la popolazione locale e individuano un’altra leva motivazionale della politica cinese nel continente: il supporto africano nelle istituzioni internazionali, di cui Pechino mira ad aumentare il peso negoziale.

Una delle più incisive opinioni a riguardo è quella di Evariste Ngarlem Tolde, economista e ricercatore all’Università di N’djamena, secondo cui, l’influenza cinese in Africa, a livello politico, economico, ma anche di soft power, appare oggi inarrestabile.

Secondo l’analista ciadiano, la Cina è stata capace di occupare un posto ignorato dall’Occidente, come dimostra il suo dinamismo nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi in corso in Sud Sudan, dove Pechino si è presentato come un mediatore tra le parti nel conflitto, in quanto principale investitore nell’industria petrolifera locale.

E’ in quest’ottica, che negli ultimi anni il governo di Pechino ha deciso di elaborare una strategia più diversificata negli obiettivi e negli approcci, dando maggior peso alla cooperazione in settori economici diversi da quello energetico e privilegiando attività che possono avere un effetto positivo sull’economia e la popolazione del paese ospite.

Un orientamento che contraddistingue la cooperazione cinese in Africa da altri tipi di aiuti occidentali, mirati a formare e indirizzare i governi africani verso la democrazia e uno sviluppo civilizzato, ma con risultati meno tangibili di quanto la Cina ha fatto negli ultimi anni.

Scritto per Eastonline

Categorie: Cina, Diritti umani, Economia | Tag: , , , , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

African Arguments

Cercando l'Africa vera.... il blog di Marco Cochi

Omnes...oltre i confini onlus

Associazione senza fini di lucro, apartitica e laica, promuove e svolge attività di cooperazione e di educazione allo sviluppo in favore delle popolazioni in condizioni di disagio o vittime di guerra.

Free Animals, Loved & Respected

There are no words to justify the extermination Animal

Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

AFRICAN VOICES

Just another WordPress.com site

SguardiPersiani

L'Iran visto da fuori e da dentro......Il blog di Antonella Vicini

Farfalle e trincee

Tra crisi energetiche e crisi esistenziali

Africa is a Country

a site of media criticism, analysis and new writing

Café Africa

Conversations on a continent to be known

Il Ragazzo Geopolitico

Un sito di GloPolitica

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: