Il mercato immobiliare riparte dall’Africa

Negli ultimi mesi, il mercato immobiliare dell’Africa sub-sahariana sta riscuotendo particolare interesse tra gli investitori. Lo rileva un recente rapporto di ricerca di Jones Lang LaSalle (JLL), società di consulenza specializzata in servizi immobiliari, secondo cui la liquidità senza precedenti riversatasi nei mercati globali sta spingendo gli investor a individuare nuovi mercati immobiliari, tra i quali spicca quello sub-sahariano.

Il rapporto di JLL, intitolato Emergenti Beyond the Frontier, rivela che la sostenuta crescita economica e demografica dei paesi sub-sahariani sta favorendo la creazione di nuovi mercati di consumo su scala globale e generando la necessità di ingenti investimenti in infrastrutture urbane. Tutto questo, sta incidendo in maniera significativa sull’aumento della richiesta di uffici moderni da parte di grandi aziende e sta anche sostenendo la domanda di infrastrutture commerciali in molte aree della regione.

Secondo Mark Bradford, presidente di JLL per l’Africa sub-sahariana, il real estate commerciale del continente è attualmente monitorato da un buon numero di multinazionali, catene alberghiere e gruppi di investitori, che hanno deciso di espandersi a sud del Sahara e hanno bisogno di immobili commerciali moderni.

Tuttavia, Bradford precisa che nel complesso l’investimento immobiliare in questi mercati non è ancora privo di difficoltà e rischi, come l’instabilità politica, la legislazione sulla proprietà terriera di carattere multigiurisdizionale e le complessità di accesso alla concessione di  linee di credito.

In passato, numerosi investitori che hanno osato varcare i confini africani, spesso allettati da prospettive di buoni rendimenti in dollari, sono stati oggetto di forti critiche visti gli elevati rischi percepiti nel continente. Ma i tempi sono cambiati perché adesso la strategia di espansione in Africa figura nelle agende di grandi imprese, disposte a scommettere sullo sviluppo della regione.

Il report di PricewaterhouseCoopers (PwC) intitolato Real Estate Building the future of Africa, pubblicato lo scorso marzo, sembra voler incentivare questo orientamento operando stime di crescita nel medio – lungo periodo sul valore degli immobili in Africa pari al 20%.

Nel suo studio PwC rileva alcuni fattori che determineranno l’incremento del mercato immobiliare africano. Il primo dei quali è che la giovane popolazione africana guiderà la domanda del real estate su diversi tipi di immobili; mentre continuerà a svilupparsi l’urbanizzazione nel continente, incidendo tangibilmente sull’espansione delle attuali città e la nascita di nuove.

Le stime della Banca africana per lo sviluppo (AfDB) indicano che la popolazione di molte metropoli del continente potrebbe aumentare dell’85% e quelle che cresceranno più rapidamente e al tempo stesso attireranno la maggior parte di flussi di capitali internazionali sono Abuja, Lagos, Dar es Salam, Kampala, Kigali, Nairobi, Luanda, Lusaka, Maputo e Addis Ababa. E non a caso, molti potenziali investitori stanno cominciando a monitorare il mercato in queste grandi città.

Sempre secondo PwC, un altro elemento che influenzerà la crescita del settore è rappresentato dalla continuazione del processo di industrializzazione in tutta l’Africa, che sarà accompagnato da una rapida crescita nel retail marketing.

Il mercato immobiliare continentale sarà inoltre favorito dalla crescita dei mercati finanziari e dallo sviluppo del sistema bancario, che faciliteranno gli investimenti e genereranno una gamma più ampia di investitori.

Altro fattore positivo da considerare con attenzione è insito nel fatto che l’Africa sub-sahariana è la regione che ha totalizzato il miglior risultato nella classifica mondiale dei progressi nella trasparenza del mercato immobiliare.

Lo rileva, l’ultimo rapporto biennale Global Real Estate Transparency Index 2014, anch’esso realizzato da JLL, in cui è riportato che cinque paesi sub-sahariani occupano le prime dieci posizioni nella classifica mondiale dei miglioramenti nella trasparenza del mercato immobiliare.

Kenya, Ghana, Nigeria, Zambia e Mauritius, pur essendo ancora nelle primissime fasi di realizzazione e riforma della loro infrastruttura immobiliare, hanno dato un’ottima risposta agli interessi esteri rispecchiando le migliori performance evidenziate da indagini precedenti, come i Mist (Messico, Indonesia, Corea del Sud e Turchia), che hanno dominato il Top Global 10 del 2012, e i Bric (Brasile, Russia, India e Cina) nel 2010.

Il Sudafrica è invece il paese africano dove il settore immobiliare è maggiormente sviluppato. Nella Nazione Arcobaleno, a differenza del resto del continente, è possibile trovare uffici moderni, ben illuminati e open space, simili a quelli che ospitano le multinazionali negli Stati Uniti, in Asia o in Europa. Per citare un esempio, il Sudafrica ha 21 milioni di metri quadrati di centri commerciali per soli 52 milioni di persone.

C’è anche da rilevare, che i prezzi degli immobili sudafricani sono ancora convenienti, considerando pure che lo scorso anno il mercato immobiliare nella Nazione Arcobaleno è stato molto debole, registrando un aumento dell’indice dei prezzi per gli appartamenti di medie dimensioni inferiore all’1%.

Per quanto riguarda i rendimenti, quelli del real estate sudafricano sono bassi rispetto a quelli del resto dell’Africa, ma il mercato è nella media più stabile. Inoltre, molti contratti d’affitto hanno anche una rivalutazione annuale del 7%, una clausola che risulta di valido ausilio per compensare la marcata debolezza che negli ultimi mesi sta caratterizzando il rand.

In definitiva, è evidente che le economie in rapida espansione della regione hanno molto da offrire, ma le previsioni sul livello d’investimento per il prossimo futuro del settore immobiliare africano sono comunque orientate alla prudenza, poiché ancora troppo influenzate da mancanza di liquidità e dalle incertezze a breve termine che caratterizzano molti mercati dell’area.

Scritto per Eastonline

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