L’ennesimo viaggio africano del presidente Erdogan

È terminata la settimana scorsa in Madagascar la missione diplomatica in Africa del presidente turco Erdogan, che ha toccato anche Tanzania e Mozambico. Obiettivi del viaggio: cooperazione economica per la creazione di nuove opportunità di concludere affari bilaterali e chiusura delle scuole legate alla rete di Fethullah Gülen, il predicatore musulmano accusato da Ankara di aver ordito il tentato golpe dello scorso 15 luglio in Turchia.

La visita di stato che ha portato il presidente Recep Tayyip Erdogan in tre paesi africani è terminata il 26 gennaio, quando l’uomo forte di Ankara, dopo l’incontro con il presidente del Madagascar Hery Rajaonarimampianina, ha chiuso il forum economico malgascio-turco organizzato per l’occasione. Il leader turco ha fatto la prima sosta in Tanzania, dove a Dar es Salaam ha incontrato il presidente John Magufuli, con il quale ha firmato una decina di accordi di cooperazione nei settori chiave del turismo, agricoltura e infrastrutture.

Dopo la Tanzania, è giunto in Mozambico: nella capitale Maputo è stato ricevuto dal suo omologo Filipe Jacinto Nyusi con il quale ha siglato numerosi protocolli in materia di cooperazione commerciale ed economica, sulla promozione degli investimenti e sul turismo. E’ stata firmato anche un accordo per l’esenzione del visto per i titolari di passaporti diplomatici e di servizio.

Durante l’intero tour, al centro dei colloqui ci sono state le questioni bilaterali e commerciali, oltre che la lotta al terrorismo. Nondimeno, è stata centrale la questione della chiusura di tutte le scuole e di altre istituzioni che fanno capo al predicatore musulmano Fethullah Gülen. Quest’ultimo, in esilio negli Stati Uniti, è accusato da Ankara di aver organizzato un golpe militare lo scorso luglio, poi fallito nel giro di poche ore.

Erdogan ha esplicitamente chiesto al presidente tanzaniano Magufuli di chiudere le undici scuole presenti nel suo paese, con circa tremila studenti, che secondo la Turchia sarebbero legate alla rete di Fethullah Gülen. La dirigenza scolastica locale nega però qualsiasi legame con il colpo di stato, che ha portato a una purga dei presunti gulenisti

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Categorie: Economia, Politica, Turchia | Tag: | Lascia un commento

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