Repubblica Centrafricana, quindici anni (e più) di orrori

Uccisioni di massa e altre gravi violazioni dei diritti umani sono state documentate in una dettagliata relazione che evidenzia i tremendi effetti dei molteplici conflitti scoppiati tra il 2003 e il 2015 nella Repubblica Centrafricana. Il progetto di mappatura ha avuto inizio l’11 maggio 2016, in coincidenza con la prima giornata nazionale della memoria per le vittime dei conflitti nella Repubblica Centrafricana, ed è stato completato in un anno.

Lo studio è stato condotto sulla base della risoluzione S/RES/2301 (2016) del Consiglio di Sicurezza che ha incaricato la Missione Onu di mantenimento della pace nella Repubblica Centrafricana (Minusca) di monitorare e indagare, per poi relazionare sulle violazioni del diritto umanitario e gli abusi dei diritti umani commessi dal 2003 al 2015 nella Repubblica Centrafricana. Il report è stato realizzato con la collaborazione del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), dell’ufficio dell’Alto commissario Onu per i diritti umani (Ohchr) e dell’ufficio del Rappresentante speciale delle Nazioni Unite per le violenze sessuali in situazioni di conflitto.

La mappatura ha avuto inizio l’11 maggio 2016, in coincidenza con la prima giornata nazionale della memoria per le vittime dei conflitti nella Repubblica Centrafricana, ed è stato completata in un anno. Attraverso il lavoro di otto ricercatori, lo studio ha esaminato più di 1.200 documenti riguardanti 620 episodi di violazioni dei diritti umani, compresi gli sconvolgenti resoconti di interi villaggi rasi al suolo nel corso di rappresaglie, numerose testimonianze di stupri di gruppo compiuti ai danni di donne e bambine di appena cinque anni, esecuzioni extragiudiziali, decessi avvenuti in seguito a torture o a gravi maltrattamenti nei centri di detenzione, gravi crimini su base etnica e religiosa, il reclutamento di migliaia di bambini soldato da parte di gruppi armati e reiterati attacchi contro gli operatori umanitari e personale delle forze di pace Onu.

Il rapporto ricostruisce cronologicamente le violenze commesse durante il governo del presidente François Bozizé, fino ad arrivare all’elencazione dei crimini commessi dall’ex coalizione di ribelli Seleka, che nel marzo 2013 ha deposto Bozizé. Inoltre, la disamina raccoglie anche le violenze commesse dalle diverse fazioni nate dall’ex alleanza di ribelli musulmani e dalle milizie cristiano-animiste anti-Balaka (anti machete in lingua mandja)…

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Categorie: Conflitti | Lascia un commento

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