Darfur, la riduzione dell’Unamid riaccenderà il conflitto

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite entro la fine di giugno deciderà i termini della proporoga della missione Unamid in Darfur. Un report congiunto Ua-Onu, sulla revisione strategica dell’operazione di peacekeeping, ha proposto il ritiro di quasi la metà delle truppe entro un anno e la chiusura di undici basi su un totale di 36. Tutto ciò, con il rischio concreto di lasciare i civili senza protezione di fronte alle continue violenze.

Con tutta probabilità il massimo organo decisionale della comunità internazionale rinnoverà di un anno il mandato della missione ibrida di pace Unione Africana-Nazioni Unite (Unamid), ma nonostante la continua persistenza della crisi, quasi certamente abbatterà la sua scure su quest’ultima. Una decisione che sarà accolta con entusiasmo dal governo sudanese, che da anni sostiene che la regione è ormai uscita dalla crisi e cerca di intavolare trattative per l’exit strategy della missione.

Daniel Bekele, direttore dell’advocacy Africa di Human Rights Watch, ha dichiarato che «i tagli previsti riflettono un falso racconto sulla fine della guerra del Darfur», aggiungendo che «non c’è ragione di credere che gli attacchi del governo contro i civili termineranno finché nella regione potranno operare indisturbate le forze di sicurezza sudanesi e le milizie para-governative, che non hanno mai pagato per i propri crimini e tantomeno possono essere affidabili per la protezione della popolazione».

Le forze sudanesi hanno condotto un minor numero di attacchi contro i civili nei primi cinque mesi del 2017, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, la riduzione di azioni militari si è registrata dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato di voler togliere le sanzioni economiche contro il Sudan. Tuttavia, la violenza e gli abusi persistono, mentre il governo nega sistematicamente l’accesso ai caschi blu sul terreno e rifiutandosi di rilasciare i visti al personale della missione Unamid.

Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, le forze sudanesi hanno attaccato villaggi nel Darfur settentrionale e orientale, provocando l’esodo di migliaia di persone. Il rapporto della missione Ua-Onu relativo al primo trimestre del 2017 ha registrato un aumento delle violazioni e abusi dei diritti umani, rispetto allo stesso periodo nel 2016, confermando che le restrizioni imposte da Khartoum stiano seriamente ostacolando le forze di pace nel loro compito di proteggere i civili…

** Continua la lettura su Nigrizia.it

Categorie: Conflitti | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

ENDangered Peoples News

We must talk about it

The African Jihad

Unique perspectives and analyses on Africa's major terrorist organisations

Sahel-Elite (Bamako-Mali)

Intelligence. Comprehensive approach, analysis and security capabilities.Mali-Sahel Region

Omnes...oltre i confini onlus

Associazione senza fini di lucro, apartitica e laica, promuove e svolge attività di cooperazione e di educazione allo sviluppo in favore delle popolazioni in condizioni di disagio o vittime di guerra.

Farfalle e trincee

Viaggi e Storie sulla Via della seta

Café Africa

Conversations on a continent to be known

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: