Il fascino modernista di Asmara, patrimonio dell’umanità

Pochi giorni fa, l’Unesco ha riconosciuto la capitale dell’Eritrea, Asmara, tra i siti mondiali patrimonio dell’umanità per l’eccezionale esempio di precoce urbanistica modernista agli inizi del XX secolo e della sua applicazione in un contesto africano. L’importante designazione susciterà di sicuro un aumento dell’interesse da parte dei turisti verso il paese africano, ma non riuscirà di certo a portare più democrazia.

«Un eccezionale esempio di precoce urbanistica modernista agli inizi del XX secolo e della sua applicazione in un contesto africano». Questa la motivazione con cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco) ha riconosciuto Asmara tra i siti patrimonio dell’umanità.

Purtroppo, per noi italiani il paese del Corno d’Africa non è tanto semplice da visitare: non ci sono voli diretti dal nostro paese e solo due compagnie aeree internazionali, la Turkish Airlines e la Qatar Airways, dal 2014 volano su Asmara. Per l’ingresso al paese è necessario un visto che dura al massimo un mese, costa 50 euro e i tempi medi per il rilascio sono di tre/quattro giorni. Tenendo conto che se si viaggia per affari è necessaria una lettera della propria impresa, che dichiara lo scopo e la durata del viaggio, e che il visto per affari deve essere rilasciato dietro invito, approvato dalle autorità eritree.

La documentazione necessaria per ottenere il visto può variare in base alle esigenze del consolato o dell’ambasciata anche in fase di presentazione della richiesta. Secondo un ricercatore di Amnesty International, che si è recato quattro volte in Eritrea, quando arrivano nel paese, gli stranieri vengono sottoposti a numerose domande, a cominciare dal motivo del viaggio.

Sulla nomina dell’agenzia delle Nazioni Unite pesano anche le critiche di alcune organizzazioni che accusano il governo eritreo di non investire abbastanza nella conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Il maggior artefice della conquista dell’ambito riconoscimento è l’ingegnere Medhanie Teklemariam, responsabile dell’Asmara Heritage Project, lanciato nel 2014 dalle autorità locali per la candidatura Unesco.

Teklemariam si è impegnato molto per ottenere la candidatura, ma il suo compito è stato facilitato dalla bellezza di una città, che per parafrasare le sue parole dopo l’annuncio dell’iscrizione di Asmara tra i siti Unesco, «possiede una combinazione eccezionale di pianificazione urbana moderna e architettura modernista»…

** Continua la lettura su Nigrizia.it

Categorie: Cooperazione culturale | Lascia un commento

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