Il divario digitale frena la crescita dell’Africa

Il cosiddetto digital divide, il divario tra chi ha e chi non ha accesso alla rete e alla tecnologia digitale, è sempre più evidente nella maggior parte dei paesi meno sviluppati, specialmente in quelli africani. Per aumentare il tasso di penetrazione di internet e il numero di utenti nei paesi africani, sarebbero necessarie nuove infrastrutture e anche un consistente coinvolgimento economico da parte dei rispettivi governi.

Nella maggior parte dei paesi meno sviluppati, infatti, i governi non riescono a garantire a vaste fasce di popolazione con un reddito basso l’accesso alle nuove tecnologie, come avviene invece nelle ricche società informatizzate. L’ultima edizione del Global Information Technology Report, realizzato grazie all’impegno congiunto del World Economic Forum di Losanna, della John Cornell University di Ithaca e della Business School Insead di Fontainebleau e Singapore, esamina queste differenze evidenziando che nei paesi meno sviluppati solo 4 persone su 10 sono connesse a internet.

Lo studio analizza l’impatto delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict) sullo sviluppo economico, sulla competitività e sull’occupazione utilizzando un campione di 139 Stati. Da sottolineare che nelle ultime dieci posizioni della classifica sono presenti otto paesi africani, più Nicaragua e Haiti. Secondo i dati raccolti nel report, basati sul Networked Readiness Index – formato dall’insieme dei fattori che consentono alla digitalizzazione di sviluppare appieno il suo potenziale nella società e nell’economia – questi dieci paesi mostrano ancora valori molto ridotti relativamente all’ambiente e alle infrastrutture Ict.

Questa lacuna costituisce un serio ostacolo allo sviluppo dell’economia digitale e al coinvolgimento nell’adozione e nell’utilizzo delle nuove tecnologie da parte di tre gruppi di “stakeholder”, o portatori di interesse (governo, settore privato e privati). L’esempio pratico di come l’innovazione digitale in Africa sia in grado di scavalcare le vecchie tecnologie a una velocità sorprendente, è fornito dall’impatto di internet nel continente, ampiamente analizzato nello studio Internet for education in Africa, pubblicato a fine di maggio.

La relazione evidenzia che oggi l’Africa è il secondo più grande mercato della telefonia mobile in più rapida crescita del mondo e in alcuni paesi, tra cui Botswana, Gabon e Namibia, ci sono più abbonamenti mobili che abitanti. La particolare situazione del continente, per larga parte privo di infrastrutture che consentano l’accesso alle telecomunicazioni, ha fatto si che la telefonia mobile permeasse il territorio molto più rapidamente di qualsiasi altra tecnologia.

Ciononostante, lo studio evidenzia che il continente ha ancora la più bassa penetrazione di connettività rispetto a qualsiasi altro mercato e i servizi sono ancora agli inizi. Per aumentare il tasso di penetrazione degli utenti di internet nella macroregione, sarebbero necessarie nuove infrastrutture e anche un coinvolgimento economico da parte dei governi. Dal punto di vista degli operatori, invece, si è già assistito a una tendenza al ribasso delle tariffe, sia delle comunicazioni sia dei prezzi dei singoli smartphone, sempre più accessibili.

Senza contare che in Africa, dove la crescita del numero di abbonati e la diffusione dei cellulari è maggiore, la tecnologia digitale potrebbe migliorare anche il benessere economico dell’intera popolazione. Un esempio pratico è costituito dall’e-commerce, che dalle comunità rurali in Uganda ai piccoli venditori in Sudafrica, Senegal e Kenya, sta aiutando i commercianti a ottenere prezzi migliori e vendere più velocemente i loro prodotti.

E già due anni fa, in uno studio sull’Information Economy, la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad) rilevava che questa innovativa forma di commercio potrebbe incentivare la crescita della classe media in Africa, dando ai consumatori l’accesso a una più ampia gamma di scelta, una migliore qualità e convenienza e prezzi più bassi.

Tuttavia in Africa vive anche un gran numero delle oltre 3,9 miliardi di persone, corrispondenti al 53% della popolazione mondiale, che non ha ancora accesso alla rete, come rilevato dall’ultimo ICT Facts and Figures pubblicato dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu), l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite nell’Information Technology.

Il report indica che i paesi in via di sviluppo contano oggi 2,5 miliardi di utenti connessi contro il miliardo delle economie avanzate. Se però si guarda al tasso di penetrazione, la situazione è ben diversa: internet raggiunge l’81% delle persone nei paesi sviluppati, il 40% nei paesi in via di sviluppo e solo il 15% in quelli meno sviluppati. Nel fondo della classifica si trovano i paesi più poveri dell’Africa, dove solo una persona su dieci è online.

Ma come rileva il recente report Internet use barriers and user strategies: perspectives from Kenya, Nigeria, South Africa and Rwanda anche nei paesi più sviluppati del continente esistono ancora numerose barriere che impediscono ai residenti di connettersi alla rete. Lo studio, realizzato da Mozilla e Research ICT Africa.Net, stima che solo il 25% della popolazione africana ha accesso a Internet e che i rilevanti fondi stanziati dai vari governi per ampliare la copertura, non hanno inciso in maniera significativa sull’aumento dei nuovi utenti.

Un limite che dovrebbe essere colmato nel più beve tempo possibile perché la tecnologia mobile può offrire al continente la possibilità di superare in parte gli ostacoli tradizionali, correlati soprattutto alla mancanza di infrastrutture.

Articolo pubblicato su Osservatorio Diritti.it

Categorie: Nuove tecnologie | Lascia un commento

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