‘Bloody Gold’: l’oro alimenta il decennale conflitto in Congo

Secondo un nuovo rapporto di The Sentry, l’oro sta alimentando il conflitto decennale nella Repubblica democratica del Congo. Milizie e signori della guerra vendono il prezioso metallo per finanziare le loro attività militari nelle provincie orientali. Il commercio illecito sarebbe controllato dalla rete del magnate belga Alain Goetz, con la complicità della ugandese African Gold Refinery, per esportarlo negli Usa e in Europa.

«Il commercio dell’oro proveniente da zone di conflitto alimenta le finanze di famigerati gruppi armati come le Fdlr (Forze democratiche per la liberazione del Ruanda) attive nell’est della Repubblica democratica del Congo, oltre alle unità dell’esercito congolese che nei confronti della popolazione della regione si sono macchiate di numerose atrocità, violenze sessuali e altri gravi abusi dei diritti umani». Questo uno dei passi salienti del rapporto The Golden Laundromat, pubblicato lo scorso ottobre da The Sentry, il gruppo di investigatori dell’ong americana Enough Project finanziato dall’attore  George Clooney, assieme all’attivista per i diritti umani John Prendergast.

Il report denuncia il commercio illegale dell’oro dalle aree di conflitto del Congo orientale agli Stati Uniti e all’Europa sollevando seri timori sul fatto che il prezioso metallo stia raggiungendo i mercati internazionali, comprese le catene di approvvigionamento delle principali compagnie europee e statunitensi, oltre ad essere presente negli apparati elettronici che usiamo abitualmente.

I documenti esaminati nell’inchiesta e le relative interviste condotte da The Sentry puntano il dito contro la rete aziendale controllata dal magnate belga Alain Goetz accusato di agire in connivenza con la African Gold Refinery (Agr) di Entebbe (Uganda). Quest’ultima, riciclerebbe oro proveniente da zone di conflitto del Congo orientale per poi esportarlo negli Stati Uniti e in Europa attraverso collegamenti con una serie di società, tra cui figurano nomi altisonanti come Amazon, General Electric e Sony.

Secondo i documenti di cui è venuta in possesso The Sentry, nel 2017 l’Agr avrebbe esportato oro di origine ignota per un valore pari a circa 377 milioni di dollari attraverso una società di facciata con sede a Dubai riconducibilealla raffineria belga Tony Goetz NV, di proprietà del figlio di Alain Goetz. Numerose persone intervistate da The Sentry hanno identificato la fonderia Agr come la principale fonte di smercio del prezioso minerale proveniente dalle provincie congolesi in guerra, ma la compagnia ugandese nega ogni addebito, sostenendo che si è formalmente impegnata ad astenersi da qualsiasi attività che possa contribuire a finanziare il conflitto.

Nell’ultimo anno ben 283 aziende statunitensi hanno inserito la Tony Goetz NV nella propria smelter list dell’Sd report e la stessa Agr potrebbe essere inclusa nella catena di approvvigionamento di 103 aziende. Le centinaia di società statunitensi che si approvvigionano dalle fonderie afferenti a questo network rischiano pertanto di maneggiare oro di provenienza illecita.

La scia dell’oro insanguinato segue una catena di approvvigionamento suddivisa in sei fasi dall’est del Congo ai suoi principali destinatari finali, che utilizzano il metallo per produrre gioielli e lingotti, oltre all’impiego nell’elettronica. Mentre gli ultimi dati delle Nazioni Unite indicano che l’oro contrabbandato nelle zone di conflitto del Congo orientale è la principale fonte di finanziamento per gli attori armati che vi partecipano, con un calcolo annuo compreso tra 300 e 600 milioni di dollari (tra 263 e 526 milioni di euro).

Senza contare, che nel 2011 l’Agr non ha superato un importante audit internazionale sui minerali dei conflitti e che due importanti contrabbandieri d’oro operativi nell’est del Congo hanno rivelato a The Sentry di aver trafficato illegalmente con l’Agr. Inoltre, quattro commercianti regionali hanno dichiarato che i trafficanti d’oro Buganda Bagalwa e Mange Namuhanda, indicati in diversi report delle Nazioni Unite sul Congo come acquirenti del Bloody Gold, nel 2017 hanno fornito ingenti quantità del metallo alla fonderia ugandese Agr.

Quest’ultima, però, smentisce di aver ricevuto oro dai due contrabbandieri e anche di aver acquistato ingenti quantità di oro non tracciato da altri fornitori. Oltre a sostenere di effettuare accurate verifiche sulla certificazione di provenienza del metallo. Tuttavia, alcuni documenti aziendali esaminati da The Sentry sembrano elevare i sospetti che l’Agr ricicli denaro sporco, come indicato dalla Financial Action Task Force (Fatf), il principale organismo intergovernativo mondiale per la lotta al riciclaggio di denaro.

The Sentry evidenzia, inoltre, che nel 2014 Goetz avrebbe chiesto l’intercessione del presidente ugandese Yoweri Kaguta Museveni per ottenere agevolazioni fiscali per l’Agr. E nel febbraio di tre anni dopo, in concomitanza con l’inizio dell’attività della fonderia ugandese, Museveni ha annunciato di aver eliminato l’imposta di importazione sull’oro. Un provvedimento di cui ha sostanzialmente beneficiato solo l’Agr, cheinduce a considerare che dietro l’Agr possa nascondersi una colossale operazione di riciclaggio dell’oro insanguinato del Congo, che avrebbe implicazioni sulla vita di milioni di persone.

Categorie: Diritti umani, Traffici illeciti | Tag: , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

ENDangered Peoples News

We must talk about it

The African Jihad

Unique perspectives and analyses on Africa's major terrorist organisations

Sahel-Elite (Bamako-Mali)

Intelligence. Comprehensive approach, analysis and security capabilities.Mali-Sahel Region

Omnes...oltre i confini onlus

Associazione senza fini di lucro, apartitica e laica, promuove e svolge attività di cooperazione e di educazione allo sviluppo in favore delle popolazioni in condizioni di disagio o vittime di guerra.

Farfalle e trincee

Viaggi e Storie sulla Via della seta

Café Africa

Conversations on a continent to be known

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: