Chi sono i jihadisti che uccidono i cristiani in Burkina Faso

L’evoluzione della minaccia degli estremisti islamici di Ansarul Islam rivela quanto sia grave l’avanzata del jihadismo in Burkina Faso. Il gruppo accusato dei recenti eccidi contro i cristiani nel nord del paese ha guadagnato consensi tra le popolazioni locali accogliendone le rivendicazioni e traendo profitto dai fallimenti delle istituzioni governative e dalla mobilitazione identitaria della marginalizzata comunità fulani.

Fino a poco più di tre anni fa, il Burkina Faso era considerato immune dai conflitti etnico-religiosi che caratterizzano la vasta area del Sahel. Ma a partire dagli attentati dei jihadisti di al-Murabitun (gruppo legato ad al-Qaeda) del 15 gennaio 2016 nella capitale Ouagadougou, la situazione è radicalmente cambiata. L’ennesima dimostrazione si è avuta nelle ultime quattro settimane con la ripresa gli attacchi contro i luoghi di culto della minoranza cristiana.

Il più recente è avvenuto il 12 maggio, quando un commando composto da una ventina di jihadisti ha ucciso cinque persone e un sacerdote, che stava officiando l’inizio della messa nella chiesa cattolica di Dablo, situata nella provincia di Sanmatenga, nel nord del paese. Un attacco analogo nella stessa area era stato registrato lo scorso 28 aprile, quando è stata presa di mira una chiesa protestante a Silgadji nei pressi di Djibo, capitale della provincia di Soum, dove hanno perso la vita un pastore protestante e cinque fedeli.

Anche se non è pervenuta alcuna rivendicazione ufficiale, i principali sospettati degli attacchi sono i membri di Ansar ul islam (protettori dell’islam), gruppo jihadista burkinabé, che avrebbe legami sia con il sedicente Stato islamico nel grande Sahara (Isgs) che con al Jama’at nusrat al islam wal muslimin (Jnim), il cartello sorto all’inizio del marzo 2017, che riunisce nell’orbita qaedista i gruppi armati salafiti più attivi nella regione.

Ad Ansar ul islam ha dedicato un’approfondita analisi Critical threats (Ct), un progetto di valenza geopolitica curato dall’American enterprise institute (Aei) di Washington. Lo studio indaga prevalentemente sulle ragioni che hanno consentito al movimento estremista, fondato nel dicembre 2016 dal defunto jihadista di etnia fulani Malam Ibrahim Dicko, di guadagnarsi il sostegno di buona parte della popolazione locale…

** Continua la lettura su Nigrizia.it

Categorie: Terrorismo | Tag: , | Lascia un commento

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