Il Sahel è diventato il nuovo hub del narcotraffico in Africa

L’ultima operazione con cui l’Ufficio antidroga del Niger ha smantellato una rete di trafficanti internazionali che operava in quattro paesi conferma quanto la regione del Sahel sia al centro del traffico di stupefacenti. Un’emergenza criminale favorita dal fatto che le organizzazioni dedite al narcotraffico possono muoversi liberamente attraverso i permeabili confini saheliani e che mina la capacità degli Stati della regione di governare efficacemente.

Una rete internazionale dedita al traffico e allo spaccio di ingenti quantità droga è stata smantellata nella città di Dosso, nel sud-ovest del Niger. L’operazione è stata condotta la scorsa settimana dagli agenti dell’Ufficio centrale nigerino per la repressione del traffico illecito di stupefacenti, che hanno tratto in arresto tre persone, tra i quali una donna, trovate in possesso di 68 kg di cannabis.

Il governatore della regione del Dosso, Moussa Ousmane, ha dichiarato che l’arresto è stato possibile grazie alla collaborazione della popolazione locale, che ha segnalato alla polizia la presenza dei tre sospetti all’interno di una casa. Secondo quanto reso noto dagli inquirenti, l’operazione ha smantellato una rete di traffico internazionale che operava tra Togo, Benin, Niger e Nigeria e aveva posto la sua base a Dosso, da dove veniva distribuita la droga.

Il Sahel è spesso considerato una “zona grigia”, a causa della mancanza di controllo del governo in molte delle aree remote e dei confini porosi della regione. In questa vasta zona, il traffico di droga è ampiamente facilitato dai collegamenti tribali transnazionali e dalle collaudate rotte che attraversano il deserto.

Secondo uno studio del Carnegie Endowment di Washington, la canapa è uno delle sostanze stupefacenti maggiormente contrabbandate attraverso il Sahel. Dopo essere state prodotte in Marocco, ingenti quantità di resina di cannabis vengono commercializzate attraverso il Sahel per finire in Libia, in Egitto o nella penisola arabica.

Molto diffuso nella regione anche il traffico di cocaina, che utilizza altre direttrici, che dalle coste arrivano alle città del nord del Mali come Gao o Timbuktu, oppure passano attraverso Agadez, la terza città più popolata del Niger alle porte del Sahara, già crocevia dei migranti diretti verso il Mediterraneo e oggi bel mirino dei trafficanti di esseri umani. Da queste destinazioni, la sostanza psicotropa giunge in Nordafrica e si dirige verso le l’Europa. Le stime sul volume del commercio di cocaina variano notevolmente, oscillando tra le 50 e le 200 tonnellate l’anno.

Nel dicembre dell’anno scorso, la National Drug Law Enforcement Agency (Ndlea), l’agenzia federale antidroga della Nigeria, ha scoperto un laboratorio per la produzione di metanfetamine nel villaggio di Obinugwu nel sud-est della Nigeria. All’interno del sito c’erano 78 kg di Crystal meth, una droga che crea una dipendenza immediata. Questi laboratori sono messi in piedi con l’aiuto di chimici dei cartelli della droga messicani, per consentire la produzione in serie di metanfetamina, che andrà ad arricchire le organizzazioni criminali nigeriane, come Eiye (Supreme Eiye Confraternity), Maphite, Ayee o Black Axe.

Da evidenziare, che l’ingente quantitativo del valore di decine di migliaia di dollari sequestrato dalla Ndlea nel laboratorio di Obinugwu non era destinato al consumo domestico, ma molto probabilmente al Sudafrica e al mercato asiatico. Da quando, nel 2011, in Nigeria è stato scoperto il primo laboratorio per la produzione di meth, le autorità hanno rilevato che la quantità di sostanze stimolanti immesse sul mercato è aumentata di 14 volte, mentre i sequestri di metanfetamine sono passati da 177 chili nel 2012 a 1.363 chili nel 2016.

In un suo recente report, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha stabilito che i vasti flussi di denaro derivanti da attività illecite nell’Africa occidentale minano fortemente la capacità degli stati della regione di governare efficacemente. Inoltre, grazie alla preesistente mancanza di controllo del governo in molte aree remote del Sahel, i gruppi criminali e le reti del narcotraffico possono muoversi liberamente attraverso i confini permeabili della regione.

Mentre l’International Crisi Group ha rilevato che i ricavi del traffico illecito di stupefacenti sono spesso utilizzati dai trafficanti per fornire alle popolazioni locali del nord del Mali servizi primari che il governo centrale spesso non riesce ad assicurare. Una prerogativa che trasforma questi gruppi in un’autorità di governo alternativa, aumentandone la legittimità nei territori in cui operano e facilitandone lo svolgimento dei loro traffici illeciti.

Articolo pubblicato su Nigrizia.it

Categorie: Traffici illeciti | Tag: , | Lascia un commento

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