Le chimeriche previsioni dell’Fmi sulla crescita del Malawi

Secondo le previsioni del Fondo monetario internazionale, quest’anno l’economia del Malawi crescerà del 4,5% e a medio termine la crescita potrebbe arrivare al 7%. Dati che stridono con la realtà di un paese in cui mancano beni essenziali come il cibo e l’elettricità, mentre il debito estero alla fine del 2018 è arrivato alla cifra record di 1,57 trilioni di kwacha (2,14 miliardi di dollari). Ma su cosa si basano le chimeriche prospettive dell’Fmi?

Questi esercizi dell’istituto di Washington assomigliano molto a un libro dei sogni. Oggi in Malawi mancano beni essenziali come il cibo e l’elettricità, mentre secondo i dati della Banca Mondiale, oltre la metà dei 18 milioni di abitanti della piccola nazione dell’Africa meridionale vive al di sotto della soglia di povertà (meno di 2.200 chilocalorie al giorno per persona). L’aspettativa di vita è tra le più basse al mondo (51,55 anni).

Tra le principali ragioni di questa situazione, un’agricoltura basata ancora sulle piogge stagionali che durano solo quattro mesi e una popolazione in forte crescita, due terzi della quale non supera i trent’anni. L’economia dipende in gran parte dalle vendite di tabacco, tè e canna da zucchero, che negli ultimi anni sono state rallentate dalla siccità provocata dal rafforzamento di El Niño, fenomeno meteorologico dovuto dal riscaldamento dell’Oceano Pacifico, i cui effetti sono sempre più estremi.

La siccità ha notevolmente ridotto la coltura del mais, fondamentale per la preparazione dello nsima, una specie di porridge denso preparato con farina di mais, che costituisce l’alimento base del paese.

A influire in maniera significativa sulla grave crisi economica che affligge il Malawi ci sono anche la carenza di elettricità e l’incertezza politica, con gli attivisti della Human RightsDefendersCoalition (HRDC) che nei giorni scorsi sono tornati a manifestarenelle principali città del paese per chiedere le dimissioni del capo della Commissione elettorale Jane Ansah, implicato nei sospetti brogli che avrebbero consentito la rielezionedi Arthur Peter Mutharika.

Tutti questi elementi hanno determinato un drasticocalo del potere di acquisto, che ha innalzato in modo esponenziale il numero dei malawiani che vivono sotto il livello di povertà estrema. In una situazione di evidente crisi economica, viene lecito chiedersi su cosa si basa l’ottimismo del Fondo. Probabilmente,poggia anche sulla linea di credito di 112 milioni di dollari che ad aprile dello scorso anno, l’Fmi ha concesso al paese per aiutarlo a stabilizzare il debito e combattere la povertà.

Finora l’organismo di Washington ha erogato 22 milioni di dollari e il Ministero del Tesoro malawiano ha chiesto di aumentare al più presto le risorse destinate al Malawi, forte del fatto che dopo le elezioni presidenziali dello scorso maggio, l’inflazione media annua sembra essersi stabilizzata a una sola cifra.

Ma l’inflazione è solo una variabile macroeconomica che, insieme ai tassi di interesse e ai tassi di cambio, fornisce indicazioni sulla stabilità di un’economia. E forse questo spiega perchécontinua a crescere la vulnerabilità di tutto il paese riguardo il gravissimo problema dell’insicurezza alimentare.

Articolo pubblicato su Nigrizia.it

Categorie: Economia | Tag: , , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Il Blog di Roberto Iovacchini

Prima leggo, poi scrivo.

The African Jihad

Unique perspectives and analyses on Africa's major terrorist organisations

Farfalle e trincee

Viaggi e Storie sulla Via della seta

Café Africa

Conversations on a continent to be known

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: