Boko Haram: le lacune nella strategia militare della Nigeria

Le stragi di soldati perpetrate da Boko Haram all’inizio della settimana in Ciad e in Nigeria costituiscono l’ennesima riprova di quanto la regione del bacino del Lago Ciad sia diventata nuovamente vulnerabile agli attacchi dei jihadisti nigeriani. Le azioni contro obiettivi militari sono state compiute sia dalla fazione Jas, guidata dallo storico leader Abubakar Shekau, sia dallo Stato Islamico nella Provincia dell’Africa occidentale (Iswap).

Il gruppo terrorista nigeriano è tornato ad attaccare in Ciad, dove ha provocato la morte di 98 militari che erano di stanza nell’isola di Boma, nella provincia del Lac situata nel bacino del lago Ciad, al confine con Niger e Nigeria. L’assalto sarebbe stato condotto dalla fazione di Boko Haram guidata dallo storico leader Abubakar Shekau, meglio nota come Jama’atu Ahlus-Sunnah Lidda’Awati Wal Jihad – Jas, che dall’agosto 2016 è stata oggetto di una scissione da parte del cosiddetto Stato Islamico nella Provincia dell’Africa occidentale (Iswap).

Quest’ultima fazione, poche ore dopo il micidiale attacco di Bouma, ha sferrato un altro attacco uccidendo almeno 50 soldati nigeriani in un’imboscata a un convoglio militare proveniente dalla città di Maiduguri, capoluogo dello stato di Borno, che si stava recando nella foresta di Alagarno dove era stato segnalato un insediamento jihadista.

Per contenere l’insorgenza, nell’aprile 2015, i paesi della regione hanno dato vita alla Forza multinazionale congiunta (Multinational joint task force – Mnjtf) composta da militari della Nigeria, Niger, Ciad, Camerun e Benin. La controffensiva della Mnjtf è riuscita a contenere l’avanzata di Boko Haram e liberare ampie zone dello stato di Borno, che all’inizio del 2015 erano ancora controllate dai jihadisti.

All’azione della Mnjtf c’è da aggiungere l’azione dei gruppi di vigilanza organizzati dai residenti locali ispirati dalla Task force civile congiunta (Civilian joint task force – Cjtf), istutita dai giovani di Maiduguri. Tuttavia, negli ultimi due anni e mezzo, il gruppo sembra aver riguadagnato forza e territorio. E non sembra produrre gli effetti sperati neanche la cosiddetta strategia del Super Camp, lanciata lo scorso settembre dall’esercito nigeriano, che prevede il ritiro dei militari in grandi basi fortificate e l’abbandono degli stanziamenti nelle aree rurali.

Una strategia che pur avendo prodotto gravi perdite agli insorti del Jas e dell’Iswap, sembra contraddire le previsioni delle gerarchie militari della Nigeria di limitare al massimo le incursioni contro le basi dell’esercito nigeriano, che provocano numerose vittime e furti di armi e mezzi militari. Senza dimenticare, che la tattica del Super Camp sembra aver anche ridotto la capacità di combattere il Jas e l’Iswap nelle aree rurali…

** Continua la lettura su Nigrizia.it

Categorie: Terrorismo | Tag: , | Lascia un commento

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