Il futuro di Boko Haram dopo la morte di Abubakar Shekau

Image Border Editor: https://www.tuxpi.com/photo-effects/bordersLa morte di Abubakar Shekau, lo storico e famigerato leader del gruppo militante islamista nigeriano Boko Haram, è stata confermata dalla fazione rivale, la provincia dell’Africa occidentale dello Stato islamico (Iswap), che ha affermato di aver eseguito l’attacco su ordine diretto della leadership dell’ex Califfato. Il governo nigeriano aveva annunciato più volte dal 2010 che Shekau era morto per poi vederlo risuscitare in video dopo gli annunci.

Questa volta però Humangle, un accreditato sito web di notizie locali che ha contatti tra le file degli insorti e agenzie antiterrorismo, ha diffuso una registrazione audio del leader dell’Iswap, Abu Musab al-Barnawi, nella quale è specificato che la morte di Shekau è avvenuta su diretto ordine del nuovo capo dello Stato islamico, Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi. Il fatto che l’operazione contro Shekau sia stata lanciata su ordine di al-Qurashi sottolinea la crescente portata globale del gruppo attraverso le sue affiliate e la possibilità di estendere il suo raggio d’azione in Africa.

La fazione di al-Barnawi si era separata da Boko Haram il 3 agosto 2016, giorno in cui venne resa nota la scissione sul numero 41 di al-Naba, il bollettino settimanale in arabo dello Stato islamico. Da quel momento Boko Haram si è diviso in due fazioni rivali: una minoritaria di cui Shekau è rimasto alla guida, che ha conservato il nome integrale del gruppo Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’Awati wal-Jihad (Jas) e aveva assunto il controllo di parti dello Stato di Borno intorno a Gwoza e al confine Camerun–Nigeria. Mentre l’Iswap, capeggiata da al-Barnawi, è la più numerosa ed è attiva principalmente nelle isole del Lago Ciad, a ovest di Maiduguri e lungo il confine con il Niger nella regione di Diffa.

Le cause della frattura sono state attribuite a dispute personali, religiose e strategiche, che l’allora leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi ha ritenuto insanabili, dopo che Shekau si è rivelato impossibile da controllare. Al-Barnawi, considerato come relativamente moderato tra i leader estremisti nella regione, nel marzo 2019 era stato estromesso dalla guida della fazione dopo la faida dell’agosto 2018, nella quale era stato ucciso il suo luogotenente e storico esponente di Boko Haram, Mamman Nur.

Tuttavia, all’inizio di quest’anno, Barnawi era stato di nuovo investito della leadership dell’Iswap dai vertici dello Stato islamico, che hanno deciso la definitiva eliminazione di Shekau. Quest’ultimo, inizialmente era sfuggito a un attacco nella sua roccaforte nella foresta di Sambisa, dove è rimasto nascosto per cinque giorni per sfuggire ai combattenti dell’Iswap.

Quando è stato individuato, Shekau ha provato a fuggire di nuovo, ma è stato catturato e ha rifiutato di arrendersi, per poi farsi esplodere. Al momento, gli analisti ritengono che la maggior parte dei suoi seguaci sia alla macchia o sia passata nelle fila dell’Iswap. Ma la sotto-fazione della Jas, Bakura, attiva nel bacino del lago Ciad, si è rifiutata di riconoscere l’autorità di al-Barnawi e affermato che la lotta contro l’Iswap continua. Ciò che rimane poco chiaro è cosa sceglieranno di fare i combattenti di Shekau in Camerun, famosi per le loro incursioni contro i villaggi nella zona di confine.

Secondo un report del Soufan Center, almeno uno dei figli del fondatore di Boko Haram, Muhammed Ustaz Yusuf, era insieme a Shekau, quando è stato ucciso nella foresta di Sambisa. Non è però chiaro se qualcuno dei figli di Yusuf o un altro lealista del defunto leader del JAS, si farà avanti per guidare la fazione dopo la sua morte.

Se il JAS non sarà in grado di proporre un forte successore, il gruppo probabilmente si dissolverà. Mentre la fazione di Shekau tenta di scrivere il suo futuro, l’Iswap sta cercando di consolidarsi a Sambisa per assicurarsi una posizione dominante in tutto il Borno, con solo il Lago Ciad rimasto come regione contesa con i resti della sotto-fazione Bakura.

Dopo una pausa negli attacchi che ha fatto seguito alla morte di Shekau, l’Iswap ha intensificato la sua operatività concentrandosi sulla regione di Diffa in Niger e di Damboa, Dikwa e Borno in Nigeria. Adesso, la scomparsa di Shekau consentirà all’Iswap di concentrarsi sugli attacchi contro l’esercito nigeriano, distinguendosi dai metodi brutali del defunto leader della Jas, che aveva incentrato la sua strategia di guerriglia contro i civili.

Nel frattempo, l’esercito nigeriano non sembra aver cambiato la sua strategia di contro-insurrezione a seguito degli scontri tra l’Iswap e gli irriducibili della fazione di Shekau. Il governo, che aveva dichiarato erroneamente più volte di aver eliminato Shekau è stato colto alla sprovvista dall’operato dell’Iswap, che è riuscito a uccidere veramente lo storico leader di Boko Haram.

Tuttavia, la sfida chiave per l’esecutivo di Abuja è racchiusa nel fatto che l’Iswap, oltre a essere militarmente più potente della fazione di Shekau, è anche più concentrato sull’ottenimento del sostegno civile di quanto lo fosse il suo defunto rivale. La capacità dell’Iswap di reclutare nuovi combattenti e ottenere supporto locale rende questa fazione ben più temibile di quella che era guidata da Shekau.

Articolo pubblicato su Eastwest.eu

Categorie: Terrorismo | Tag: , , | Lascia un commento

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