L’evoluzione della minaccia jihadista in Costa d’Avorio

Image Border Editor: https://www.tuxpi.com/photo-effects/bordersLa sanguinosa insurrezione jihadista che ha destabilizzato il Sahel si sta estendendo a sud, verso i paesi del Golfo di Guinea. L’esempio più evidente è la Costa d’Avorio, dove da circa un anno si moltiplicano gli attentati terroristici. L’ultimo risale allo scorso 13 giugno, quando nella regione nord-orientale di Tèhini, vicino al confine con il Burkina Faso, gli estremisti islamici hanno attaccato un veicolo militare uccidendo due soldati e un gendarme.

L’attacco, il quarto quest’anno, arriva due giorni dopo l’inaugurazione dell’Accademia internazionale per la lotta al terrorismo, a Jacqueville, vicino ad Abidjan, istituita per supportare la lotta contro i jihadisti che stanno intensificando gli attacchi nel vicino Sahel. Cinque giorni prima, nella cittadina di Tougbo, nel distretto di Bouna, sempre a pochi chilometri dal confine burkinabè, un altro attentato aveva provocato la morte di un altro soldato ivoriano.

Il primo attacco jihadista di quest’anno era stato sferrato tra il 28 e il 29 marzo, quando i militanti islamisti hanno ucciso tre membri delle forze di sicurezza ivoriane in un duplice attentato contro postazioni militari nella regione settentrionale della Costa d’Avorio, al confine con il Burkina Faso. Nel corso dell’offensiva sono stati uccisi tre terroristi e quattro sono stati arrestati.

Il primo dei due attacchi è avvenuto nella città di Kafolo, dove circa 60 terroristi pesantemente armati, hanno attaccato un avamposto militare uccidendo 2 soldati e ferendo 4 membri delle forze di sicurezza. Mentre il secondo raid ha avuto luogo in un altro campo militare nella vicina Tehini, dove un ufficiale di stanza è rimasto ucciso mentre i miliziani si davano alla fuga.

L’avamposto di Kafolo era già stato colpito l’11 giugno dello scorso anno, in un attacco che aveva provocato la morte di 14 soldati e il ferimento di altri sei. Dopo l’episodio, peraltro mai rivendicato, le autorità ivoriane hanno arrestato decine di jihadisti e creato una zona militare speciale, nel nord del paese, al confine con il Burkina Faso. Gli inquirenti hanno attribuito il sanguinoso attacco a militanti legati al Fronte di liberazione del Macina, affiliato al Gruppo di sostegno all’islam e ai musulmani (Gsim), la rete di al-Qaeda nel Sahel.

Un mese prima, l’11 maggio, Yamoussoukro e Ouagadougou avevano deciso di lanciare un’operazione congiunta denominata “Comoé”, dal nome di un fiume che attraversa i due paesi. La missione era stata avviata per debellare la presenza di jihadisti nel nord dell’omonimo parco nazionale e ha visto la partecipazione di circa mille soldati ivoriani. 

Un altro attacco si è verificato lo scorso 12 aprile, quando un veicolo della gendarmeria che viaggiava sempre nei pressi di Kafolo è stato colpito da un ordigno esplosivo improvvisato (IED), che fortunatamente non ha provocato vittime. È stato il primo attentato con l’impiego di uno IED sul suolo ivoriano.

Questa serie di violenze segue gli avvertimenti degli esperti di sicurezza, secondo cui i gruppi estremisti di matrice islamica stanno tentando di aprire un nuovo fronte nel nord della Costa d’Avorio e del Benin per espandere il loro raggio d’azione verso il Golfo di Guinea.

All’inizio dello scorso febbraio, Bernard Emié, direttore della Direzione generale per la sicurezza esterna (Dgse), la principale agenzia di intelligence francese, ha affermato che «i due paesi sono diventati obiettivo degli estremisti islamici per allentare la morsa nel Sahel ed estendere a sud il loro raggio d’azione».

La Costa d’Avorio ha subito il primo attentato terroristico il 13 marzo 2016, quando un commando di uomini armati attaccò il resort di Grand-Bassam, nel sudest del paese, provocando 19 vittime. Secondo le indagini condotte dalle autorità locali, la maggior parte dei 40 terroristi arrestati nelle settimane dopo l’azione rivendicata da al-Qaida nel Maghreb islamico, proveniva dal Mali e dalla Mauritania. Nello specifico, la mente dell’attentato fu il maliano Kounta Dallah, tuttora latitante, e il governo di Yamoussoukro dichiarò che l’attacco era stato architettato e compiuto unicamente da militanti esterni alla Costa d’Avorio.

Le autorità ivoriane dovrebbero però evitare l’errore di considerare la minaccia solo dal punto di vista del contagio esterno poiché l’estremismo violento, di solito, deriva da una combinazione di fattori esterni e dinamiche interne che alimentano l’insicurezza.

Secondo il governo, gli ultimi attacchi sarebbero compiuti da individui del Burkina Faso che operano nella porosa zona di confine con i due paesi. Tuttavia, incidenti registrati a decine di chilometri dal confine suggeriscono la presenza sul territorio ivoriano di individui legati a gruppi estremisti.

Negli ultimi sei anni, le autorità ivoriane hanno adottato diverse misure per contrastare la minaccia terroristica, come il rafforzamento della presenza militare nel nord del paese, dopo il primo attacco a Kafolo nel giugno 2020. Poi, lo scorso aprile la lotta al “terrorismo transfrontaliero” è stata definita una delle priorità del governo. Adesso resta da vedere come tutto questo si tradurrà nella pratica.

Articolo pubblicato su Nigrizia.it

L’articolo è stato tradotto in spagnolo e pubblicato sul sito web dell’Africa Fundación Sur di Madrid

www.africafundacion.org/la-evolucion-de-la-amenaza-yihadista-en-costa-de-marfil

Categorie: Terrorismo | Tag: , , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Il Blog di Roberto Iovacchini

Prima leggo, poi scrivo.

The African Jihad

Unique perspectives and analyses on Africa's major terrorist organisations

Farfalle e trincee

Viaggi e Storie sulla Via della seta

Café Africa

Conversations on a continent to be known

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: