Il Mali chiede l’aiuto dei mercenari russi del Wagner Group

Image Border Editor: https://www.tuxpi.com/photo-effects/bordersAll’inizio di settembre, suscitando scalpore negli ambienti diplomatici europei la Reuters ha diffuso la notizia di un accordo tra il governo provvisorio del Mali e il Wagner Group. L’agenzia di stampa britannica, citando un totale di sette fonti diplomatiche, ha riferito che la giunta golpista di Bamako sarebbe pronta a versare 6 miliardi di franchi Cfa (10,8 milioni di dollari) al mese alla società di sicurezza privata russa per i suoi servizi. 

Tra i quali sono inclusi l’addestramento e la consulenza alle forze armate locali, oltre alla protezione di alti funzionari del governo, nell’ambito del contrasto ai gruppi jihadisti attivi nel paese. Secondo Reuters, una fonte europea specializzata in questioni dell’Africa occidentale e una fonte di sicurezza regionale, hanno affermato che potrebbero essere coinvolti almeno mille mercenari, mentre altri due informatori ritengono che il numero possa essere inferiore, anche se a riguardo non hanno fornito cifre.

Il Wagner Group è stato fondato nel 2014 da Dmitry Utkin, ex ufficiale dei servizi segreti militari russi (Gru), e ha iniziato la sua attività sostenendo i separatisti filo-russi nel conflitto nell’Ucraina orientale. Il secondo teatro di guerra dove sono state schierate le truppe della società privata russa è la Siria, dove alla fine del 2015 è intervenuta a sostegno del regime di Bashar al-Assad.

Poi ci sono stati tre anni di silenzio, fino al 2018, quando il gruppo ha svolto operazioni nella Repubblica Centrafricana per addestrare le armate locali impegnate contro il gruppo armato Séléka. Dopo il Centrafrica, dove i mercenari russi sono stati accusati di aver commesso crimini di guerra, altri paesi del continente hanno deciso di dispiegare le milizie del Wagner Group, come Libia, Guinea, Sudan, Congo, Rwanda, Angola, Botswana, Lesotho, Zimbabwe, Mozambico e Madagascar.

Se nelle prossime settimane diventerà operativo l’accordo reso noto da Reuters, l’azienda russa piazzerà i propri mercenari anche in Mali, che in poco meno di due anni, per due volte è stato teatro di un colpo di stato. Un contesto instabile in cui la presenza di mercenari russi rafforzerebbe significativamente l’influenza di Mosca in Africa, nel quadro di una più ampia strategia che mira a sovvertire gli equilibri di potere esistenti.

Soprattutto lo storico ordine internazionale nel continente, dove la Francia ha sempre svolto un ruolo chiave. Il governo ad interim del Mali sembra dunque pronto a mettere da parte la partnership antiterrorismo di vecchia data con Parigi, che finora non è riuscita a rendere il paese del Sahel più sicuro.

Ma allo stesso tempo, il primo ministro del Mali, Choguel Maiga, afferma che «i rapporti su un accordo per portare mercenari dal Wagner Group sono solo voci, anche se la situazione della sicurezza continua a peggiorare di giorno in giorno». «Nonostante il fatto che il Mali abbia molti partner sul campo, dobbiamo trovare nuovi sostenitori che possano aiutarci a migliorare la sicurezza. Per questo – ha aggiunto Maiga – possiamo cercare una partnership con la Russia o con qualsiasi altro paese».

In contrasto con le smentite dei funzionari del Mali, quelli russi hanno accolto con favore le discussioni sul potenziale accordo con Wagner. In primis, il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov che sabato scorso, durante una conferenza stampa alle Nazioni Unite, ha dichiarato: «I maliani stanno combattendo il terrorismo. Per questo, si sono rivolti a una compagnia militare privata dalla Russia in relazione al fatto che la Francia vuole ridurre in modo significativo la sua componente militare impegnata nel paese».

Molti governi occidentali, tuttavia, insistono sul fatto che ci sia poca differenza pratica tra il Cremlino e le imprese del Gruppo Wagner, gestito dall’oligarca russo Yevgeny Prigozhin, imprenditore nel campo della ristorazione dal controverso passato, che vanta stretti legami con le istituzioni politiche e militari della Russia.

C’è comunque da evidenziare che l’opinione pubblica in Mali ha reiteratamente manifestato il suo dissenso contro la presenza di truppe dell’ex potenza coloniale, organizzando regolarmente proteste contro i militari francesi, accusati di non aver fatto alcuna differenza nella lotta contro i jihadisti. Più volte, i manifestanti hanno paragonato la presenza dei soldati d’oltralpe a un’occupazione e hanno chiesto il loro rapido ritiro. Molti maliani sembrano aspettare che i russi li sostituiscano prima possibile.

Del resto, otto anni dopo l’arrivo dei francesi, l’insorgenza jihadista si è estesa al Burkina Faso e al Niger, con numerosi gruppi legati ad al-Qaeda e allo Stato islamico che agiscono nella regione dalle loro basi nel deserto del Sahara. Mentre nel corso di questi 8 anni, sono stati uccisi 58 soldati francesi e diverse centinaia di maliani.

Oumar Cissé, un importante attivista per la pace nella turbolenta regione di Mopti, ha affermato che «la Russia è un partner storico dell’esercito maliano e non ha alcun interesse nella politica del Mali, a differenza della Francia, che gestisce il conflitto secondo i suoi interessi economici e politici».

Finora, non ci sono state proteste pubbliche contro la Russia, ma l’opinione pubblica nei confronti della possibilità di intervento del Wagner Group è divisa. Certo è che un accordo per il dispiegamento di mercenari russi in Mali, segnerebbe un’importante espansione degli interessi militari della Russia in Africa e una decisa battuta d’arresto strategica per la Francia e l’Occidente.

Articolo pubblicato su Nigrizia.it

Categorie: Conflitti, Sicurezza | Tag: , , | Lascia un commento

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