Libia e Italia amici nello sport

Da molto tempo, purtroppo, la Libia è alla ribalta delle cronache di tutto il mondo per i drammatici fatti, di cui è protagonista. Gli enormi flussi migratori che arrivano sulle nostre coste confluiscono dall’Africa e dal Medio Oriente proprio verso questo paese, per poi fare rotta verso l’Europa e molti dei barconi affondati, che hanno causato migliaia di morti nel Mediterraneo, sono partiti proprio dalla Libia.

A questo, vanno aggiunti la frammentazione del paese, la mancanza di un governo nazionale e l’espansione delle aree controllate dallo Stato Islamico, che oltre Sirte e alcune piccole enclavi nelle zone centrali, manterebbe ancora una presenza stabile alle porte della città portuale di Derna, nonostante l’arretramento conseguito alla sconfitta subita nel giugno scorso da parte di gruppi filo-qaedisti locali.

Ma non è di questo, per quanto importante, quello di cui vogliamo parlare, ma di un piccolo progetto di cui l’Asi Associazioni sportive e sociali Iitaliane (Ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni) si sta rendendo protagonista. Una goccia nell’oceano, ma si sa l’oceano è fatto di gocce!

Il 29 novembre prossimo, a Bologna, si terrà un corso per Operatore Sportivo per Disabili al quale prenderà parte un esponente del Group of Basketball Friends of Libya, un’associazione che opera a stretto contatto con la Federazione Basket libica di Tripoli.

Grazie alla partecipazione a questo corso, Hasan Gritli, che tra le altre cose è anche membro dell’Associazione ex-allievi dell’istituto  dei Fratelli delle scuole cristiane San Giovanni Battista della Salle di Tripoli e corrispondente dell’Ente città storiche della Libia, sarà in grado, una volta terminato il percorso formativo, di insegnare le nozioni acquisite allo scopo di formare nuovi operatori sportivi per disabili in Libia.

Il problema della disabilità in Libia, causato anche dai laceranti anni di guerra, è molto presente. Per questo, l’Asi ha pensato di utilizzare lo sport per reintegrare a una vita normale i tanti giovani mutilati dal conflitto, condannati altrimenti ad una vita di emarginazione.

“Ogni popolo dovrebbe poter vivere con dignità la vita nella propria terra, ma purtroppo in alcuni contesti questo non è facile – sostiene Roberto Cipolletti presidente Asi Roma che, insieme ad Ignazio Vaccarini, ha fortemente sostenuto questa iniziativa.

Inoltre, il presidente aggiunge: “Con questa iniziativa vogliamo dare un piccolo segnale che una strada alternativa si può percorrere anche in zone difficili come in questo momento è la Libia. Formare delle persone in Italia, che possano portare e trasmettere quanto appreso sul posto, vuol dire diffondere un piccolo seme di speranza che può crescere e svilupparsi”.

Il corso, a cura del Settore nazionale Asi sport disabili, si svolgerà con un programma sviluppato in quattro giornate, durante le quali si affronteranno le tematiche psicologiche inerenti la disabilità, le difficoltà della famiglia, e gli aspetti positivi che l’agonismo e il paralimpismo stanno apportando al mondo della disabilità.

In particolare si lavorerà poi in delle “simulate” che faranno sperimentare ai corsisti alcune diverse abilità, sia per quanto riguarda l’aspetto fisico che quello intellettivo e relazionale, in modo da comprendere quali sono le reali difficoltà di chi vive questa realtà.

Sabrina Molino, responsabile nazionale del Settore Sport Disabili, nonché psicologa dello sport e formatrice, cercherà con la sua equipe di docenti di fornire ad Hasan alcune competenze basilari, che seppur in contesto culturale e sociale diverso potranno aiutarlo ad utilizzare lo sport come metodo di mediazione, comunicazione e aiuto in situazioni di difficoltà.

Sabrina Molino confida che “con il tempo possano formarsi anche altri istruttori come Hassan, in modo da poter diffondere lo sport come mediatore di aiuto di eccellenza e di facile applicazione, lì dove ogni aiuto diventa fondamentale oltre che necessario”.

Scritto da Eleonora Massari (@eleonoramas)

Fonte: AsiRomaNews

Categorie: Cooperazione allo sviluppo | 1 commento

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