Il Sahel è diventato il nuovo hub del narcotraffico in Africa

L’ultima operazione con cui l’Ufficio antidroga del Niger ha smantellato una rete di trafficanti internazionali che operava in quattro paesi conferma quanto la regione del Sahel sia al centro del traffico di stupefacenti. Un’emergenza criminale favorita dal fatto che le organizzazioni dedite al narcotraffico possono muoversi liberamente attraverso i permeabili confini saheliani e che mina la capacità degli Stati della regione di governare efficacemente. Continua a leggere 

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Le mire dello Stato Islamico nel Grande Sahara sul Sahel

Sul nuovo numero dell’Osservatorio Strategico del CeMiSS ho pubblicato un’analisi sull’impatto dello Stato Islamico nel Grande Sahara (Isgs) sulla sicurezza nel Sahel. Il report, ripreso da Start Insight, descrive l’evoluzione del gruppo jihadista guidato dall’emiro Adnan al-Sahrawi e ricostruisce come l’Isgs ha esteso la sua attività a un raggio d’azione di circa 800 chilometri, lungo la cosiddetta zona dei tre confini tra Niger, Mali e Burkina Faso. Continua a leggere

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Intervista al Foglio sulla Fintech in Africa sub-sahariana

Il quotidiano Il Foglio ha pubblicato una mia intervista sul sorprendente sviluppo della digitalizzazione dei servizi finanziari in Africa sub-sahariana, dove si registra un cospicuo aumento del giro di affari della Fintech. Nella macro-regione i conti online superano di gran lunga quelli attivati presso una banca che possiede una sede fisica, mentre la maggiore inclusione finanziaria ha avvantaggiato ampie fasce della popolazione. Continua a leggere

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Boko Haram, il tragico bilancio di un decennio di terrore

Alla fine di luglio 2009, le tensioni tra la setta islamista Boko Haram e le autorità del nord-est della Nigeria degenerarono in una rivolta duramente repressa dalle forze di sicurezza nigeriane. Mohammed Yusuf, fondatore del movimento, fu ucciso e il suo successore, Abubakar Shekau, proclamò un jihad all’ultimo sangue. Nella conseguente follia omicida sono decedute circa 32mila persone e dopo dieci anni la guerra santa è tutt’altro che finita. Continua a leggere 

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Ecco chi controlla veramente il potere nel Sudan post-Bashir

In Sudan, dopo l’accordo di condivisione del potere, raggiunto il 5 luglio tra il Consiglio militare di transizione (Cmt) e la coalizione di forze della società civile, il ruolo del vicepresidente del Cmt, Mohamed Dagalo “Hemeti”, e delle sue temute Forze di supporto è diventato ancora più centrale. Ecco come il potente generale sudanese del clan dei Mahariya e la sua milizia sono arrivati a esercitare così tanto potere sul paese africano. Continua a leggere 

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Intervista sull’espansione della minaccia di Boko Haram

Radio Vaticana mi ha intervistato sulla sicurezza in Nigeria, che registra una nuova emergenza dopo che mercoledì scorso 37 persone sono state uccise in un attacco in tre villaggi dello stato di Sokoto, nel nord-ovest del paese. La sanguinosa azione e gli assalti contro le caserme della polizia in altri 2 distretti locali, alimentano i timori di un’infiltrazione jihadista nella regione, dove dal 2012 non si segnalano attentati di Boko Haram. Continua a leggere

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Can: i problemi del calcio africano tra sponsor e corruzione

Domani le nazionali di Senegal e Algeria si giocano la finale della 32esima edizione della Coppa d’Africa delle Nazioni (Can), che negli anni è diventata un torneo calcistico che muove milioni di dollari grazie a sponsorizzazioni di aziende che, come il caso di Total, ottengono dall’Africa parte delle loro risorse primarie. Intanto, molte Federazioni africane devono fronteggiare gravi problemi finanziari e i club locali vengono privati dei talenti migliori. Continua a leggere 

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Bosco “Terminator” Ntaganda colpevole di crimini di guerra

I giudici della Corte penale internazionale hanno riconosciuto la colpevolezza dell’ex signore della guerra congolese Bosco Ntaganda per 18 capi di accusa, tra cui 13 crimini di guerra e 5 crimini contro l’umanità commessi tra il 2002 e il 2003 nell’Ituri, nel nord-est della Repubblica democratica del Congo. Tra i vari reati di cui “Terminator” si è reso responsabile ci sono schiavitù sessuale, stupri di massa e l’arruolamento di bambini soldato. Continua a leggere 

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Sierra Leone, Bio delude le grandi aspettative dei sostenitori

Sul nuovo numero del mensile missionario Nigrizia, ho scritto un articolo in cui traccio il bilancio dei primi 14 mesi del governo del presidente Julius Maada Bio in Sierra Leone. Da quando ha assunto la guida del paese africano, l’ex generale si è dedicato con slancio alla lotta alla corruzione e a controllare gli apparati di sicurezza. Ma finora ha fatto ben poco per rilanciare l’economia e ridurre la disoccupazione, che rimane al 70%. Continua a leggere

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Liberia, l’opposizione estrae il cartellino rosso per Weah

Domenica prossima, in Liberia, scade l’ultimatum che il collettivo civico di protesta del Consiglio dei patrioti ha lanciato contro il presidente George Weah. Il Consiglio chiede l’adozione di nuove misure per arginare la crisi economica, l’inflazione, la lotta alla corruzione e un tribunale speciale per i crimini della guerra civile. Diciotto mesi dopo l’insediamento, l’ottimismo dell’inizio della presidenza Weah si è trasformato in cocente delusione. Continua a leggere 

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