Corruzione: Italia peggio del Ruanda e della Namibia

transparency-internationalL’organizzazione non governativa Transparency International, ieri, ha pubblicato  il rapporto annuale sulla percezione della corruzione nel settore pubblico, prendendo in considerazione 182 paesi del mondo. Una ricerca estremamente curata, elaborata attraverso sondaggi effettuati sulla base di valutazioni diverse e indagini svolte presso le istituzioni dei vari paesi.

Nel complesso il rapporto stilato dall’organizzazione di Berlino mostra che la frustrazione pubblica è ben fondata, poiché nessuna regione o paese del mondo è immune dai danni della corruzione.

Al primo posto della speciale classifica, compilata dal 1995, si posizionano come paese meno corrotto, la Danimarca, la Finlandia e la Nuova Zelanda, tutti a pari merito e quasi a punteggio pieno con una valutazione di 90 su 100. Mentre in fondo alla classifica troviamo invece Afghanistan, Somalia e Corea del Nord, tutti e tre al 174esimo posto.

Gli Stati Uniti sono classificati tra i 19 paesi meno corrotti sul  Corruption Perception Index (Ipc) e di conseguenza figurano come il quarto paese migliore nell’emisfero occidentale. Il Canada si posiziona al nono posto, il Cile e l’Uruguay sono al 20esimo posto e le isole Bahamas sono al 22esimo.

I primi posti della classifica sono occupati soprattutto dai paesi europei, ad eccezione della Nuova Zelanda, Singapore e dall’Australia, che è posizionata al settimo posto dopo la Svizzera. Oltre alla Somalia, Afghanistan e Corea del Nord, la parte inferiore dell’elenco include Myanmar, Uzbekistan, Turkmenistan, Sudan, Iraq, Haiti e Venezuela. Mentre, per il secondo anno consecutivo, la Russia ha registrato una ulteriore diminuzione del tasso di corruzione salendo al 133esimo posto della graduatoria dal 143esimo dello scorso anno.

Anche quest’anno molti paesi africani figurano agli ultimi posti. Da lungo tempo paesi come l’Angola, il Burundi, il Ciad, lo Zimbabwe, la Repubblica democratica del Congo, la Guinea Equatoriale, oltre ai già citati Sudan e Somalia, occupano stabilmente le ultime posizioni della speciale classifica.

Secondo Chantal Uwimana, direttore regionale di Transparency per l’Africa e il Medio Oriente, la corruzione è ormai vista dai cittadini africani come un problema endemico. A suo avviso è chiaro il collegamento tra gli alti livelli di corruzione e le fragili istituzioni politiche e amministrative africane che sono il frutto dei prolungati periodi di conflitto.

Importante notare che nel continente africano non ci sono solo casi negativi da segnalare. Tra questi spicca al trentesimo posto il Botswana, da anni il primo paese africano nella lotta alla corruzione. Buoni anche i risultati conseguiti da Ruanda, Zambia, Malawi, Capo Verde e Gambia.

C’è anche da sottolineare che nonostante il fiume di denaro che continua a corrompere i funzionari pubblici africani, qualcosa sta cambiando nel continente. Uffici e commissioni anti-corruzione si stanno rafforzando in tutta l’Africa, di fronte all’evidente danno procurato allo sviluppo dei paesi.

Anche quest’anno, nella zona euro il paese posizionato più in basso è la Grecia che si classifica 94esima con 36 punti; mentre l’anno scorso era 80esima.

Altri paesi, che da tempo sono tra quelli in maggiore difficoltà nell’area della moneta unica, come la Spagna e il Portogallo e l’Irlanda, sono comunque in posizioni molto più alte sull’Ipc. Dublino è al 25esimo posto, Madrid è al 30esimo posto, Lisbona al 33esimo.

Scorrendo la graduatoria del rapporto di Trasparency giunge un’ulteriore conferma di quanto la corruzione si stia rivelando uno dei mali peggiori che attanagliano il sistema politico economico del nostro paese. L’indice piazza l’Italia alla 72esima posizione, con 42 punti. Giusto per rendere l’idea, al nostro stesso livello ci sono il piccolo arcipelago di São Tomé e Principe e la Bosnia Erzegovina, mentre meglio di noi fanno il Ruanda e la Namibia.

Il dato risulta ancora più grave se si rileva come l’Italia sia scivolata in basso in questa classifica nel giro di sedici anni: nel 1995 il Belpaese era reduce dai tumultuosi eventi di Tangentopoli e si piazzava al 33esimo posto. Migliorabile, certo, ma comunque non pessimo. Il tracollo, però, arriva dieci anni più tardi quando si passa rapidamente alla 40esima posizione (nel 2005), alla 55esima (nel 2008), alla 63esima (nel 2009), alla 67esima (nel 2010) e al 69esimo posto dello scorso anno, per poi arrivare al 72esimo di ieri.

Il problema, oltre che politico, è anche economico, soprattutto in un momento in cui l’Italia sta vivendo una delle peggiori fasi recessive della sua storia e per risollevarsi ha bisogno, tra le altre cose, di attirare investimenti dall’estero. Purtroppo una tale diffusione della corruzione non incoraggia certo gli investitori stranieri a scommettere sul nostro paese.

Categorie: Corruzione | Tag: , , , | 1 commento

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